giovedì 9 agosto 2007

COMUNICATO STAMPA


ALTRI RICORSI AL TAR CONTRO L’AUTOSTRADA BRONI-MORTARA

Dopo il ricorso al Tar contro l’autostrada Broni-Mortara, reso noto dal WWF nei giorni scorsi, altre iniziative legali sono state intraprese, sia da cittadini che da associazioni, presso il Tribunale Amministrativo di Milano, sempre con l’obiettivo dell’annullamento degli atti regionali relativi all’autostrada.
Facendo seguito alle migliaia di firme di protesta raccolte e consegnate ai Sindaci che hanno votato, nella Conferenza di Servizi, a favore della costruzione della Broni-Mortara, alle decine di manifestazioni pubbliche sul territorio, agli appelli, ai comunicati stampa, si è passati a questi atti ufficiali, per rappresentare tutto il dissenso che il territorio ha espresso in questi mesi contro un’opera che, nata al di fuori di una corretta programmazione, rischia di compromettere l’equilibrio di un tessuto agricolo consolidatosi in centinaia d’anni e di una qualità dell’ambiente che consente condizioni ancora soddisfacenti di vivibilità. Questa autostrada, infatti, proposta dalla Regione Lombardia quale nuovo corridoio alternativo alla A4, non risolvere i problemi di viabilità della provincia e per di più si caratterizza sostanzialmente come un’arteria di “attraversamento”, che porterà migliaia di veicoli al giorno, provenienti da fuori provincia, a passare sul territorio pavese, per raggiungere destinazioni comunque fuori provincia, lasciandoci quindi solo un pesante inquinamento di aria, acqua e suolo.
Questi altri ricorsi sono stati presentati dai Comitati spontanei che si sono formati in questi mesi nei Comuni lungo il percorso del progetto di autostrada, da singoli cittadini, da imprenditori agricoli e da associazioni ambientaliste.
Due sono i nuovi ricorsi particolarmente agguerriti che contestano diversi punti della procedura seguita dalla Regione Lombardia e da Infrastrutture Lombarde nella gestione della vicenda.
Il primo ricorso, predisposto dagli avvocati Stefano Nespor, Ada Lucia De Cesaris e Andrea Costa, è stato firmato da numerosi cittadini, imprenditori agricoli e dall’associazione Legambiente.
Il secondo ricorso, che si è avvalso dell’assistenza legale degli avvocati Carlo Coppini e Giuseppe Lomboni, è stato sottoscritto oltre che da numerosi cittadini, imprenditori agricoli, anche da rappresentanti di associazioni locali come “La Rondine”.
I ricorsi denunciano diverse irregolarità che vanno dalla violazione di norme europee, nazionali ed anche regionali, sia per il mancato rispetto di disposizioni ambientali e procedurali, per eccesso di potere, mancanza di pubblicizzazione e partecipazione.
Dopo questi atti legali, il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni continuerà con la sua azione di informazione sul territorio, impegnandosi per fare emergere un modello di sviluppo sostenibile che tenga conto anche delle peculiarità del territorio e delle aspettative dei cittadini.


Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro l'autostrada Broni-Pavia-Mortara
BLOG: http://www.bronimortara.blogspot.com/
e-mail: nobronimortara@gmail.com

Pavia 27 luglio 2007

venerdì 3 agosto 2007

La fortuna di amministrare Bressana ... quando il sindaco gioca a nascondino

Riassunto delle puntate precedenti
Qui (La fortuna di amministrare Bressana) un commento all'articolo della consegna delle firme dei cittadini di Bressana Bottarone contro interporto, logistica e autostrada, con un sentimento di "invidia istituzionale" rosicavo per la fortuna sfacciata del Sindaco che non doveva arrovellarsi sull'opinione dei suoi concittadini perchè gliela avevano addirittura sottoscritta.

Qui (La fortuna di amministrare Bressana... senza rendersene conto) la lista civica "Insiene" completava il quadro della situazione chiarendo però che il sindaco Latella non sembrava gradire tutta questa democrazia. Egli aveva infatti dichiarato di sperare nel "piano provinciale", ma lo diceva per la prima volta solo dopo la raccolta firme, mai era emersa questa posizione in una occasione ufficiale. Ad oggi inoltre non sembra aver cambiato idea visto che mantiene la sua opinione rispetto alla proposta di logistica "che è un'occasione che Bressana non può perdere", mentre dell'Interporto (o "Villaggio delle merci dell'Oltrepo") non ritiene di parlarne, visto che "il progetto non è mai stato presentato al Comune".

La mia esperienza personale è stata questa. In due occasioni ufficiali dedicate alla pianificazione territoriale
ed al futuro che i Bressanesi vorrebbero per il loro paese il sindaco, semplicemente, non si è presentato. Nel primo caso, alla presenza tra gli altri del metereologo Mercalli e del giornalista Boatti, centinaia di persone riempivano la sala, nel secondo caso veniva finalmente ipotizzato un modello di sviluppo che non fosse basato sul sacrificio sistematico del territorio e sulla logistica. Due occasioni molto importanti insomma, mancavano solo le istituzioni.

Ma una volta i politici non erano presenzialisti?

Caro Sindaco... che dire. Cosa devono fare i suoi poveri concittadini? Come possono cercare di farle capire che altro cemento e altro asfalto non li vogliono? Pensi anche al suo ruolo politico, insomma, lei
rappresenta questa gente non si può sostituire ad essi. Quante volte le devono dire di no?

Siamo tra l'altro nel campo delle scelte senza ritorno. Sulla nuova destinazione, ad esempio, di un edificio comunale esistente, se si sbaglia si può anche rimediare. Ma prendersi altri 600.000 metri quadri di campagna per costruire l'ennesimo polo logistico è un
sacrificio senza appello di risorse collettive. E come tale è doveroso discuterne e attenersi al parere della comunità. Oltre che naturlamente coinvolgere i paesi vicini, visti gli inevitabili riflessi sulla salute di tutti, dovuti al passaggio di migliaia di TIR in più ogni giorno. Nonchè al peggioramento della viabilità, sempre per lo stesso motivo, che potrebbe costringere a realizzare altre strade, nonche allo "sprawl" che innescherà un processo a catena di urbanizzazione lasca e all'ennesimo stupro del paesaggio rurale.

E il suo futuro politico, vuole passare il resto del mandato a
evitare il confronto democratico, vuole rendersi non rieleggibile, bruciarsi la carriera per avere sostenuto ormai contro ogni logica e contro il consenso popolare una idea perdente? Un politico quando è tale riesce a cambiare cavallo in corsa e a farlo con eleganza.
La aspettiamo anche alla seconda conferenza dei servizi sulla Broni - Mortara. Ovviamente per un voto contrario. Coraggio Sindaco.

Ma chi difende il parco del Ticino se l'Ente Parco ci fa passare una autostrada in mezzo?

Prendo spunto dalla lettera del sindaco del Comune di Torre d'Isola alla Provincia Pavese di sabato 28 luglio, a un certo punto il sindaco, nell'ambito di una contestazione con un ex assessore afferma, a proposito del Parco del Ticino: "è e resta l'Ente che seriamente tutela il territorio di sua competenza".
Non entro nella questione specifica del Comune di Torre d'Isola anche se si viene a sapere che il piano regolatore prevede un progetto di "espansione industriale"... e si intuiscono pressioni di vario tipo per ulteriori urbanizzazioni. Per chi non lo sapesse Torre d'Isola e il suo territorio sono una splendida fetta di parco del Ticino, che non ha certo bisogno nè di aree industriali nè di capannoni, al limite potrebbe ospitare qualche azienda agricola biodinamica.
Ma rimaniamo all'affermazione del sindaco sul parco del Ticino, perchè è, purtroppo, falsa. L'Ente Parco non è all'altezza
del parco del Ticino.
Semplicemente non è in grado di tutelarlo. Prova ne sia l'intera questione dell'autostrada Broni - Pavia - Mortara. L'Ente parco è una struttura politica che risponde a logiche politiche e la tutela del territorio diventa inesistente
quando la pressione cresce. La vocina si fa sottile sottile fino a sparire.
Se vi leggete il parere in merito alla Broni Mortara del gennaio 2007
c'è una tale quantità di moniti e di segnalazioni sul potenziale distruttivo dell'opera viaria che sembra preludere ad un parere negativo. Invece no. L'autostrada si può fare. Subito. Ciack! Si scava. Certo con qualche raccomandazione ed una serie di richieste, VAS in testa, indirizzate alla Regione Lombardia (stiamo peraltro vedendo che nell'accezione della Regione la VAS è un puro atto burocratico, tant'è che è l'ultima delle preoccupazioni e, se tanto mi dà tanto, la VIA la scriveranno su un pezzo di carta igienica).
Si intravedono nel documento le due anime dell'Ente Parco. Da una parte l'amore per il miracolo di equilibrio naturale che resiste proprio nel bel mezzo della Pianura Padana, ed è la mano che scrive le clausole e le osservazioni, come quella di una madre che si raccomanda dovendo abbandonare il figlio agli aguzzini, dall'altra il burocratico "obbedisco" testimone dell'assenza di uno schema di sinceri valori ambientali
, che sacrifica un bene comune, riconosciuto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità, sull'altare dell'osservanza politica, senza nemmeno opporre una pur simbolica resistenza. E dire che il progetto di questa autostrada offre tanti e tali spunti di critica che le occasioni non sarebbero mancate.
Dal punto di vista istituzionale il comportamento dell'Ente Parco è imperdonabile. Riesce difficile spiegare ai contribuenti perchè il loro denaro venga speso inutilmente: una struttura costosa e al contempo priva di forza, di autorità e di credibilità.
L'apice dell'assurdo si raggiunge però ad Aprile (qui il resoconto
) quando, durante una contestazione, la Presidente dell'Ente Parco (Milena Bertani, nella foto), cercando di giustificarsi e di spiegare dice: "Non ci siamo mai piegati ai poteri forti [...]. Ci siamo allineati alla volontà dei Comuni [...] dovevamo andare contro alla volontà delle pubbliche amministrazioni?".
Ma la genuflessione è evidente, così come è pretestuoso scaricare le responsabilità sui Comuni. Ripeto, a cosa ci serve un ente parco se nel momento più critico delle sua storia è in grado di partorire uno scarno "ci siamo allineati alla volontà dei Comuni".
La catena degli allineamenti: il Parco del Ticino si allinea ai Comuni che si sono allineati alla Provincia che si è allineata alla Regione che si è allineata a Marcellino Gavio e alle sue ruspe.
Certo che dovevate andare contro la volontà delle pubbliche amministrazioni! Un errore è un errore da qualunque parte arrivi. E questo è un errore di proporzioni allucinanti. 11 milioni di metri quadrati di territorio agricolo persi per sempre per un'opera dalla dubbia utilità. Inoltre cave, svincoli, opere secondarie, annessi e connessi, un innesco a orologeria per gli anni a venire. Dovevate cercare di spiegare ai cementificatori della regione della provincia e dei comuni che la mano dell'uomo deve essere oltremodo lieve, che siamo talmente tanti e con un tale potenziale invasivo, grazie alla nostra tecnologia, che l'unica soluzione per il futuro di un parco è non fare niente, perchè madre natura sa benissimo cosa ci vuole basta lasciarla un po' in pace. Che questa incontrollata fame di suolo non si chiama sviluppo, si chiama autodistruzione.
Grazie Signora Milena Bertani, grazie di cuore. La ricorderemo per il suo coraggio e per la splendida gestione
del Parco del Ticino.

M.L.

sabato 14 luglio 2007


Agli Organi di informazione : COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Consegna delle firme contro i progetti di logistica e interporto di Bressana Bottarone (PV)

Sabato 14 Luglio alle ore 10.30 il Comitato per uno sviluppo di qualità del territorio consegnerà presso il Municipio di Bressana Bottarone le firme raccolte a corredo della petizione contro i progetti di logistica e interporto. Una delegazione del Comitato promotore sarà ricevuta dal Sindaco Eddy Latella.
Nelle scorse settimane il Comitato promotore aveva consegnato le sottoscrizioni a Stefano Del Bo, Sindaco di Castelletto di Branduzzo, altro Comune che insieme a Bastida Pancarana è interessato dalla realizzazione dell’opera, prevista su terreni posti in prossimità del punto di incontro del territorio dei tre Comuni. Le adesioni raccolte a Bressana Bottarone hanno superato 1400, un numero ragguardevole, che supera la maggioranza dei votanti che si sono espressi in occasione delle più recenti tornate elettorali. Il Comitato promotore ringrazia i volontari che si sono impegnati nella raccolta firme e e tutti i cittadini che hanno sottoscritto la petizione.
Vogliamo ribadire che la vicenda dell’interporto di Voghera, poi trasferito a Bressana, testimonia una mancanza di programmazione delle scelte strategiche. In questo vuoto di programmazione si inseriscono soggetti privati che legittimamente promuovo gli interessi aziendali, entrando però in conflitto con gli interssi generali e con la esigenza di uno sviluppo del territorio razionalmente pianificato. Nel caso specifico ricordiamo che la Società promotrice del progetto di logistica possiede, come essa stessa dichiara nel progetto di fattibilità dell’interporto (alias “villaggio delle merci”) 600.000 m2 in regime di uniproprietà, acquistati come terreni agricoli.
Tale area è sufficiente per realizzare una struttura intermodale di grandi dimensioni, ragion per cui ci pare strumentale che ancora oggi si voglia negare tale evidenza, sostenendo che la logistica sia un progetto a se’ stante. Respingiamo inoltre il tentativo di svuotare di contenuto della iniziativa di raccolta firme negandone la validità sulla base del fatto che il progetto di interporto a Bressana parrebbe ufficialmente accantonato e dunque il no alla logistica perderebbe di significato, in quanto correlato al rifiuto del progetto di interporto. Per quanto ci riguarda, ci impegneremo, anche con il supporto dei Comitati che sono sorti negli ultimi mesi, affinchè la volontà espressa dai cittadini di Bressana e dei Paesi limitrofi venga rispettata.
Chiediamo che la Provincia, già socia della “Società Interporto SpA”, chiarisca una volta per tutte il destino del progetto di interporto, elabori un progetto credibile e complessivo che riguardi la intermodalità in provincia di Pavia e renda pubblicamente conto (unitamente agli Enti pubblici che furono coinvolti) delle risorse finanziarie spese in modo improduttivo dalla suddetta “Società Interporto”.

Comitato promotore: Associazione “Insieme”, Comitato Cascina Bella Bressana, Italia Nostra, Legambiente, WWF Oltrepo’, Associazione “La Rondine”

Per il Comitato promotore: Giannino Vercesi

Bressana B., 11 Luglio 2007

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In collaborazione con il Coordinamnento dei Comitati ed Associazioni contro l'autostrada Broni-Pavia-Mortara

martedì 10 luglio 2007

Garlasco, Venerdì 13 luglio ore 21

Venerdì 13 luglio ore 21

Sala Polivalente del Teatro Martinetti

Via SS. Trinita n° 6 Garlasco

Convegno di Studio:

LOMELLINA:
SCENARI PER UN TERRITORIO CHE CAMBIA

Introdurranno la serata

Alessandro Fea e Massimiliano Giani

(Politecnico Di Milano - Facoltà di architettura Civile)

2 Scenari per la Lomellina: logiche localizzative, forme di insediamento e spazi abitabili.

Andrea Patrucco, Riccardo Pennati e Paolo Sala

(Politecnico Di Milano - Pianificazione Territoriale Urbanistica Ambientale)

Programma integrato di sviluppo locale:

Lomellina. Un corridoio fra tradizione e tecnologia

Interverranno

Giorgio Boatti (giornalista e scrittore)

Damiano Di Simine (Presidente Legambiente Lombardia)

Sono stati invitati tutti gli Amministratori, i politici, i rappresentanti delle Associazioni economiche, sociali, sindacali, degli agricoltori, ambientaliste e dei Comitati dei cittadini


Legambiente Provincia di Pavia - via Cardano 84 -Pavia
0382/33320 tel e fax- legambientepavia@libero.it

giovedì 21 giugno 2007

Olevano, Giovedì 28 giugno 2007, ore 21

IL COMITATO AGRICOLTORI PER LA TUTELA DEL TERRITORIO ORGANIZZA

Incontro pubblico sul tema:

AUTOSTRADA BRONI - PAVIA - MORTARA:

QUALE FUTURO PER L'AGRICOLTURA?

Olevano, Giovedì 28 giugno 2007, ore 21

Presso il Museo Agricolo

Via Umberto de Olevano

Relatori :


Architetti Alessandro Fea e Massimiliano Giani:

"Scenari di programmazione territoriale in Lomellina"


Prof. Paolo Ferloni:

"Paesaggio agrario, corridoi ecologici, strade"


Saranno presenti alla serata:


Dott.ssa Giulia Maria Crespi (Presidente FAI);


Sen. Daniele Bosone (Commissione Agricoltura del Senato);

Sen. Stefano Losurdo (Commissione Agricoltura del Senato);

On. Angelo Alberto Zucchi (Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati)

Moderatore: Ing. Francesco Bergamasco

L'incontro è organizzato dal

Comitato Agricoltori per la Tutela del Territorio

e-mail: comitatoagriter@libero.it, tel. 0382-559262 - 0382-469589


lunedì 18 giugno 2007

Risultati dell'incontro pubblico con Giorgio Boatti e Luca Mercalli


La sala teatro comunale di Bressana Bottarone non si è rivelata sufficiente per contenere tutti coloro che sono intervenuti all'incontro pubblico con Luca Mercalli e Giorgio Boatti organizzato dal Coordinamento dei Comitati contro la Broni-Mortara, Italia Nostra, Legambiente, WWF, Comitato Parco Visconteo, Associazione Terra Celeste, Associazione Insieme, Amici di Beppe Grillo, Associazione La Rondine.

L'incontro ha rappresentato la prima occasione per lanciare la sottoscrizione finalizzata a chiedere l'annullamento dell'iter autorizzativo dell'autostrada Broni-Mortara, iniziativa che ha raccolto già al suo esordio pubblico oltre trecento adesioni.

La serata ha avuto inizio con una relazione di Giuseppe Camerini sul consumo di suolo: oltre 13.000 ettari di suolo agricolo cancellato dal 1950 al 1998 in provincia di Pavia, con un tasso di cementificazione di 355 ettari/anno tra il 1998 e il 2004, contro i 270 ettari/anno registrati tra il 1950 e il 1998. Per l'Oltrepò la situazione è particolarmente pesante: cancellazione del 12% dei suoli agricoli di pianura tra il 1961 e il 2000.

Giorgio Boatti ha commentato questi numeri parlando di un modello di sviluppo "vorace", che procede inarrestabile, sfigurando luoghi e comunità umane alle quali tali scelte - come è il caso della Broni-Mortara e del polo logistico di Bressana - vengono imposte da chi ha il potere.

Luca Mercalli si è rivolto alla platea con una provocazione, mostrando una cipolla di Breme, uno fra i prodotti agricoli più tipici al mondo, visto che si coltiva su una superficie di 1-2 ettari, e un barattolo di asparagi bianchi comprati in un hard discount e importati dalla Cina. "Il nostro modello di sviluppo" ha osservato il meteorologo di RAI 3 "non ha futuro alla luce della crisi energetica che si profila, non possiamo pensare di poterlo sostenere ancora a lungo, il prezzo del trasporto delle merci e dunque dei prodotti agricoli è destinato a medio termine a subire
un'impennata, ragion per cui dobbiamo essere previdenti, tutelare la nostra autosufficienza alimentare, mettere un freno alla continua dissipazione di suolo agricolo. I suoli della Pianura padana sono tra i più fertili al mondo, sono i nostri gioielli di famiglia e la loro cementificazione è un danno irreversibile. Una politica che progetta il consumo di questo suolo impiantandovi logistiche, ipermercati e infrastrutture ovunque, è senza futuro".

Concetti sui quali - in fase di dibattito - hanno offerto le loro riflessioni Angelo Maggioni (Legambiente), Michele Pasotti (Coordinamento Comitati contro la Broni-Mortara), Georg Duhr, Walter Rao (Comitato di Sommo), Paolo Ferloni (Italia Nostra),Irene Campari(Consigliera Comunale di Pavia), Bevilacqua Valeria (Comitato di Bressana-Cascina Bella).

Gli Amici di Beppe Grillo hanno poi presentato un breve filmato sull'impatto che l'autostrada Broni-Mortara è destinata a produrre: 45.000veicoli/giorno, incremento degli ossidi di azoto, dei PM 10, in aree, come per esempio quella di Cava Manara, dove già oggi si registrano livelli di PM10 superiori ai livelli di guardia, come dimostrano i dati recentemente diffusi dall'ARPA.

Irene Campari, consigliera comunale indipendente di Pavia, ha raccontato la Broni-Mortara dalla parte di chi l'ha vista nascere dagli accordi trasversali e non sempre limpidi della politica locale, proposta nel 2003 come collegamento a Malpensa, e a fine dicembre 2006 votata attraverso una ben poco democratica delibera di giunta. Il progetto preliminare ne snatura lo spirito originario, trasformandola in un'opera dalle tariffe salatissime al servizio delle logistiche e dei centri commerciali di attuale e futura costruzione. Un grave impatto sulle risorse paesaggistiche del territorio e sull'inquinamento dell'aria. La Campari ha fatto notare inoltre come il Consiglio comunale abbia votato a maggioranza la proposta di effettuare la V.A.S. (Valutazione ambientale strategica) sulla Broni-Mortara dopo l'approvazione del progetto da parte della Conferenza dei Servizi, e quindi dello stesso Comune di Pavia. Quando 'anche i bambini sanno che la V.A.S., per sua natura giuridica, deve precedere qualsiasi decisione di insediamento produttivo e viabilistico sul territorio." "Hanno deciso per Voi: vi hanno vietato di ragionare sul futuro della Vostra regione. Stanno rendendo questa parte della Lombardia la piattaforma logistica di tutto il Nord Italia". Dietro le decisioni politico-economiche che interessano il nostro territorio, si trovano nomi di politici e imprenditori le cui vicissitudini sono note a tutti, ma che la gente teme presino di pronunciare - afferma la Campari.

Valeria Bevilacqua (Comitato Cascina Bella) ha ribadito il giudizio negativo delle associazioni e dei comitati sul progetto di intermodalità di Bressana e ha annunciato che a breve saranno consegnate al Sindaco Eddy Latella le oltre 1300 firme raccolte a Bressana contro questo progetto.

Il Comitato per il Parco Visconteo ha auspicato che al più presto Associazioni e Comitati "facciano rete" e uniscano gli sforzi a tutela del territorio. La proposta, accolta con favore dal pubblico presente, riassume il senso della serata, che da incontro informativo si è trasformata nel primo atto comune di un gruppo di realtà che intende portare avanti insieme e tenacemente un modo diverso di progettare il futuro del nostro territorio.

Da registrare la presentazione ufficiale del Movimento delle Donne, che si propone di seguire da vicino fin dai prossimi giorni tutte le vicende che riguardano i temi del territorio e della salute.

Il Coordinamento dei Comitati contro l'autostrada Broni-Mortara

La Voce dell' Innocenza

Spesso certe situazioni sono spiegate meglio dalle parole semplici e sincere di una giovane vita, che dalle trattazioni accademiche di illustri professori. Ecco come vede l'autostrada Broni-Mortara una ragazza di 12 anni, Rebecca, di Bressana Bottarone.

L’autostrada


Guardate la!

A soli 600 metri essa si estende sulla vasta pianura.

Più che invadente!

Tra clacson, inceppi e motori

l’autostrada Broni-Mortara si fa via via spazio

lungo il tragitto da perseguire

uno spreco di spazio si suol dire.

Macché autostrada per risarcire la gente!

E’ solo una fonte di gloria per il più potente!

Macché gloria! Urla la gente

E’ solo una fonte di traffico!

Mica per niente la chiamano: autostrada demente!

Perché ditemi, Voi cittadini,

a cosa serve questa autostrada

se non a inquinare, rovinare, omogenizzare

il nostro paesaggio già fin troppo industriale?

Molti credono sia positiva questa crescita,

pensano sia iperproduttiva.

Ma in realtà, io vi dico

a cosa mai serve un raccordo autostradale

se non a rovinare la natura?

A portare poco lavoro

e sfruttamenti di extracomunitari al volo?

A cosa mai serve questa autostrada dunque?

Il futuro delle generazioni a venire, rovinerà!

Si salvi chi può da questa autostrada qua!!!


Ho dodici anni e ho diritto al mio futuro!
Rebecca - Cascina Bella – marzo 2007


giovedì 14 giugno 2007

AUTOSTRADA BRONI-MORTARA: NON SI CANCELLANO LE PAROLE !!!


“Dare la parola” vuol dire offrire agli altri la propria credibilità e assumersi un impegno, tanto più se la parola è scritta e riguarda un atto della Pubblica Amministrazione.

Nel Febbraio scorso la Conferenza dei servizi che ha discusso il progetto preliminare dell’autostrada Broni Mortara aveva votato all’unanimità un documento che impegnava la Regione a svolgere una Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.). Già questa decisione è una forzatura: l’Unione europea ha istituito la V.A.S. come strumento da attuare PRIMA di decidere un progetto, non a decisione presa.

Ora la Società Infrastrutture Lombarde scrive di volere effettuare una fantomatica “Valutazione ambientale sintetica”, che non è contemplata in alcuna normativa sull’ambiente ed è cosa ben diversa dalla valutazione ambientale strategica.


NON SI CANCELLANO LE PAROLE!!


Ai Sindaci, che hanno approvato il progetto subordinando tale parere allo svolgimento della V.A.S., CHIEDIAMO di intervenire presso la Provincia e la Regione Lombardia per bloccare questa manovra, ultima di una lunga serie di scorrettezze che hanno costellato l’iter del progetto.

Ai cittadini CHIEDIAMO di sottoscrivere la richiesta di annullamento dell’iter fin qui seguito. Per informazioni: bronimortara@yahoo.it


Comunicato della Rete delle Associazioni e dei Comitati contro l'autostrada Broni-Pavia-Mortara e le logistiche in provincia di Pavia