venerdì 16 marzo 2012

Autostrada Broni Mortara Il Parco dice no al progetto

Dalla Provincia Pavese, 15 Marzo 2012

Voto all’unanimità: «Le nostre richieste del 2007 non prese in considerazione» Preoccupazione sull’aumento di inerti, sugli svincoli e sulle zone protette





di Anna Ghezzi 
PAVIA «Il progetto definitivo dell’autostrada regionale Broni – Mortara non risponde alle condizioni poste dal Parco in occasione della conferenza dei servizi del 2007. Per queste ragioni il Parco Lombardo della Valle del Ticino esprime parere negativo al progetto». Un voto all’unanimità quello del Consiglio di gestione del Parco del Ticino che si è riunito ieri : al tavolo, ad analizzare la relazione di 61 pagine con tutte le osservazioni dei tecnici sul progetto definitivo presentato da Sabrom il 19 gennaio scorso, c’erano il presidente Milena Bertani, il vice presidente Luigi Duse, Il consigliere Fabrizio Fracassi, Paolo Motta di Cassolnovo e Fausto Sansom. Il no deriva anche dalla localizzazione delle cave e dalla quantità del materiale inerte (fabbisogno dell’opera aumentato da 11 milioni e 100 mila a 13 milioni e 500 mila metri cubi) non supportato da un programma di gestione territoriale. «All’unanimità abbiamo preso atto che le condizioni espresse in conferenza dei servizi nel 2007 non erano state ottemperate _ spiega Duse _ e in alcuni casi vi è addirittura un peggioramento. Come nel caso degli svincoli, dell’aumento del materiale inerte. Il Parco aveva indicato come l’opera avrebbe potuto essere sostenibile, ma siamo molto lontani dal raggiungimento di questo obiettivo». Un no al progetto, al tracciato o all’autostrada in toto? «Al progetto _ risponde Duse _. La preoccupazione forte è che se non si discute nel merito del come si farà questa autostrada, alla fine ci si possa trovare tra dieci anni con un intervento ancora più impattante per la provincia di Pavia per il passaggio della tangenziale ovest esterna di Milano nel nord Pavese, con oneri senza alcun tipo di benefici soprattutto nella tratta Pavia Oltrepo». Anche se non è detto che un progetto escluderebbe l’altro. Voto contrario anche per Fabrizio Fracassi, assessore in un Comune, Pavia, che difende l’autostrada: «Il Comune di Pavia è toccato solo marginalmente dall’operazione, ma stiamo ancora facendo una valutazione tecnica. Per il Parco – spiega Fracassi – non potevo votare diversamente. Avevamo fatto una serie di prescrizioni che non sono state accettate. Inoltre avevamo chiesto che la strada non fosse in rilevato, per risparmiare sia terra che suolo che sui costi. A questo punto secondo me vale la pena di sedersi intorno a un tavolo e rivedere il tutto, anche i Comuni hanno una serie di dubbi e in 5 anni sono cambiate tante cose». su twitter@ anna_ghezzi

venerdì 9 marzo 2012

giovedì 12 febbraio 2009

LE RAGIONI DEL NO




«Noi in lotta contro la Broni-Pavia-Mortara»

Sono passati anni dalla presentazione pubblica di un progetto per creare un collegamento autostradale tra Broni, Mortara e Pavia. Un’idea discussa, capace di accendere le speranze di chi quotidianamente resta invischiato nella viabilità di quelle zone, ma anche capace di attirare le severe critiche di una parte importante dell’opinione pubblica. Alfiere di questa posizione è il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara, attivo sia sul fronte della sensibilizzazione sia su quello della messa in rete delle molte realtà che intendono manifestare il proprio dissenso al progetto. Ne abbiamo parlato con un rappresentante del Coordinamento .

Quando nasce il vostro gruppo? «Il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara è nato due anni fa per contrastare un progetto che viene giudicato inutile, costoso e dannoso».
Perché? «Secondo il Coordinamento, la Broni-Pavia-Mortara è inutile perché non risolverà, anzi aggraverà, i problemi viabilistici, oggi particolarmente pressanti sull’asse Sud-Nord dell’ex statale dei Giovi (mentre l’autostrada servirà l’asse Est-ovest). È costosa, poiché, a fronte di una spesa stimata di 1078 milioni di euro, non è chiaro quanto sarà effettivamente a carico degli enti pubblici. Inoltre ha tariffe molto care che pagheranno i cittadini. È dannosa perché aumenterà in maniera sensibile l’inquinamento, consumerà suolo e avrà un grave impatto sul paesaggio».
Cosa vi proponete di fare per contrastare il progetto? «L’attività dei Comitati è dunque finalizzata a diffondere le informazioni che le amministrazioni pubbliche non hanno divulgato, sensibilizzare i cittadini della provincia sui problemi che l’approvazione della Broni-Pavia-Mortara comporta. A questo scopo, sono stati organizzati numerosi incontri pubblici sull’autostrada contestando le carenze e le criticità del progetto. Sono state approfondite anche tematiche ambientali più generali, legate alla possibilità di uno sviluppo sostenibile, e si è cercato di costruire una rete con altri Comitati di difesa del territorio operanti in provincia».
Da quali realtà è costituito il vostro gruppo? «Aderiscono al Coordinamento Associazioni come Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Lipu, Associazione La Rondine, Slow Food, Amici di Beppe Grillo. E poi realtà locali come il Comitato Agricoltori per la tutela del territorio, Comitato Difesa-Valorizzazione Territorio della Lomellina-Dorno, i Comitati di Alagna, Barbianello, Bressana, Gropello, Lungavilla, Pavia, Pinarolo, Santa Giuletta, Sommo, San Martino, Zinasco».
Chi sono i vostri volontari? «È una realtà eterogenea: si va dal mondo dell’ambientalismo storico a chi è toccato in prima persona dal problema, a quella parte sempre più numerosa di popolazione in cui cresce una nuova sensibilità ambientale, che non accetta più il modello “cava-discarica-cemento” come unica visione dello sviluppo. ».


LE RAGIONI DEL NO ALL’AUTOSTRADA BRONI-PAVIA-MORTARA
La posizione del Coordinamento dei comitati e delle associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara

Il progetto dell’autostrada Broni-Pavia-Mortara è uscito dalla fase preliminare, ma molti cittadini della provincia di Pavia ne sono ancora all’oscuro. In questo documento vogliamo offrire il nostro contributo per fare un po’ di chiarezza.

Gli argomenti utilizzati a sostegno della Broni-Pavia-Mortara sono essenzialmente legati a viabilità e sviluppo.

Viabilità. Nessuno mette in dubbio la necessità di intervenire sull’asse nord-sud per decongestionare la viabilità della ex-Strada Statale 35 da Pavia-sud a Bressana Bottarone. E’ evidente però che occorre congiungere la tangenziale di Pavia a un nuovo ponte e creare così un’alternativa al passaggio attraverso Tre Re, il vecchio ponte e la rotonda di Bressana, dove confluiscono le due principali diretrici dell’Oltrepò centro-occidentale (Casteggio e Voghera).

La Broni-Pavia-Mortara è invece un’autostrada che si muove sull’asse est-ovest. Per questo motivo a San Martino si pone l’esigenza di saltare la ex-SS35 e la ferrovia attraverso un viadotto di 20 m. di altezza e 800 di lunghezza che passa sopra le teste degli abitanti. Non essendo l’autostrada una reale alternativa al collegamento nord-sud, si crea allora la tangenziale di Cava Manara, che incrocia la Broni-Paese-Mortara e la tangenziale di Pavia in un mega-svincolo grande poco meno del paese. Oltre a stringere l’intero territorio comunale tra due autostrade e il megasvincolo – e a passare molto vicino agli abitati di Sommo e Cava – la tangenziale non risolve il problema in ragione del quale viene creata, poiché si immette ancora sulla ex-SS35, con tutto il vecchio ponte da percorrere e code assicurate.

Come vede chiunque guardi il progetto in modo disinteressato, l’unico vero problema non è risolto. Il progetto della nuova autostrada – ed è questo ciò che si sarebbe dovuto spiegare ai cittadini – non ha infatti come obiettivo il miglioramento della viabilità della provincia, bensì, se verrà realizzato il collegamento con la Autostrada A26 Genova Voltri-Gravellona Toce, di dirottare parte (c’è chi entusiasticamente arriva a dire il 70%) del traffico da e per Milano, quello che passa sulla A4 Torino-Trieste diretto alla A1 Milano-Napoli oppure quello che dalla A7 Milano-Genova si congiunge alla A21 Torino-Piacenza. La provincia di Pavia diverrebbe così la valvola di sfogo del traffico, soprattutto commerciale, che transita nella Lombardia occidentale, con il pesante inquinamento che ne consegue.

A ciò si deve aggiungere che per tentare di motivare quest’operazione si fa sempre riferimento al fatto che la Broni-Pavia-Mortara costituirebbe un tratto importante del corridoio 5 (Barcellona-Kiev). L’argomento è però debole e specioso: debole, perché su percorsi di centinaia o migliaia di chilometri attraverso l’Europa il massimo che si può risparmiare percorrendo la nuova autostrada ed evitando un tratto di A26 e di A21 sono 25 km., cioè un quarto d’ora; specioso, perché il corridoio 5 è un collegamento esclusivamente ferroviario e non autostradale, benché si continui a leggere che l’opera è fondamentale per il corridoio europeo.

Sviluppo. Un ulteriore e decisivo contributo al volume di traffico della Broni-Pavia-Mortara sarà dato dalle strutture logistiche che stanno alla vera base del progetto. Si tratta del polo intermodale di Mortara e dei poli logistici di Bressana e Santa Giuletta, propagandati come tappe inevitabili di uno sviluppo altrimenti impossibile. Si dice: dato che si devono fare i poli logistici, allora serve un’autostrada che li colleghi tra loro e alla rete autostradale esistente. La Broni-Pavia-Mortara sarà perciò percorsa, oltre che dal traffico deviato dal nord della regione, dagli autotreni che partiranno dai vari poli verso la loro meta. Le strutture logistiche, dice il buon senso, si dovrebbero però costruire accanto alle vie esistenti. Qui invece prima si progetta la struttura in luoghi non situati su vie di comunicazione importanti o in luoghi incastrati in zone densamente abitate e costruite, per lamentare poi la necessità di una via di collegamento adeguata a sopportare gli impressionanti volumi di traffico previsti (45.000 veicoli al giorno, di cui 30% camion). La sola certezza per un’autostrada con questi livelli di traffico è che produrrà un inquinamento tale da compromettere la nostra salute e il nostro ambiente.

La teoria dei sostenitori della Broni-Pavia-Mortara si snoda poi attraverso un ultimo punto. La Broni-Pavia-Mortara risolverà i problemi di sviluppo creando nuovi posti di lavoro poiché lungo l’autostrada s’insedieranno nuovi poli industriali, commerciali, logistici. Benché mai chiaramente delineato e anzi sempre fumoso e vago, lo sviluppo che viene immaginato per la Lomellina e il basso Oltrepò sembra quindi costituito da gangli di autostrade a grande scorrimento, agglomerati industriali, centri commerciali, poli logistici. Qualcosa che assomiglia molto da vicino alla periferia milanese. Di fatto il progetto di questa autostrada, che mira ad essere anche un’alternativa all’A4 e alla tangenziale ovest di Milano, getta le basi per l’assimilazione ambientale, produttiva e sociale della nostra provincia all’hinterland milanese.

Si tratta di un’idea molto vecchia di sviluppo, che punta tutto sul trasporto su gomma e che compromette irrimediabilmente la qualità della vita di persone che hanno deciso di restare o venire ad abitare nella nostra provincia proprio perché non desiderano o fuggono la situazione ambientale e sociale che viene loro ora preparata – senza che si abbia il coraggio di dirlo – da questa autostrada.

Chiediamo ai cittadini della provincia di Pavia se è questo il futuro che vogliono.
Non siamo “quelli che dicono sempre no”: esprimiamo un no ragionato a un progetto che abbiamo studiato a fondo, evidenziando i problemi che non risolve e i molti e gravi che crea. Crediamo che sia irresponsabile sacrificare sull’altare della Broni-Pavia-Mortara ciò che la nostra terra è divenuta col lavoro del tempo e delle persone e ciò che potrebbe essere grazie alla sua inestimabile immagine. Crediamo che sia casomai necessario riconoscere e valorizzare le ricchezze e potenzialità di una terra assolutamente unica nel panorama europeo in vista di uno sviluppo veramente moderno, sostenibile, che abbia cioè un futuro.

Certo, è più difficile; ma è su questo che i cittadini vogliono discutere, decidere e fare la propria parte e su cui invece non sono stati nemmeno informati. Se non si capisce questo disagio e non si cerca di ascoltare e magari scoprire competenze inespresse, mediando e coinvolgendo; se si chiude ogni discussione con parole d’ordine quali “occasione storica irrinunciabile”, “l’unica possibilità di sviluppo”; allora non si fa che aumentare la già profonda sfiducia di molti cittadini verso la classe politica ed economica che li governa.


Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara


http://www.bronimortara.blogspot.com/ e-mail: bronimortara@yahoo.it

informazioni : cel.348-3634095 - 0382/1855670 - fax 0382/1850271

Aderiscono al Coordinamento :

Associazioni - gruppi

Italia Nostra WWF Legambiente LIPU Ass.“La Rondine” Slow Food Amici di Beppe Grillo

T.A.B.U. (Tutela dell'Ambiente Biologico Universale)

Comitati :

Comitato Agricoltori per la tutela del territorio, Comitato di Cava Manara , Comitato di Alagna , Comitato di Barbianello , Comitato di Bressana Bottarone , Comitato Difesa-Valorizzazione Territorio della Lomellina , Comitato di Gropello Cairoli , Comitato di Lungavilla , Comitato di Pavia , Comitato di Pinarolo Po Comitato di S.Giuletta , Comitato di Sommo , Comitato di S.Martino , Comitato di Zinasco

PRESIDIO : OPERAZIONE RIUSCITA









mercoledì 11 febbraio 2009

MALARIA AUTOSTRADALE

MALARIA AUTOSTRADALE E INFRASTRUTTURE INUTILI

Giornata regionale dedicata alle vertenze contro le nuove infrastrutture viarie della Lombardia e le logistiche inutili

Per l'occasione i Circoli Legambiente della Provincia di Pavia insieme ai Comitati locali
organizzano presidi :

giovedì mattina 12 febbraio alle ore 8,00 a:

ROTONDA DI BRESSANA BOTTARONE ASSIEME AI COMITATI, CONTRO L'AUTOSTRADA INUTILE REDAVALLE-PAVIA CASTELLO D'AGOGNA

ROTONDA DI TORREVECCHIAPIA ASSIEME AL COMITATO NO LOGs CONTRO LE DANNOSE LOGISTICHE DELLA ZONA (MARZANO E LANDRIANO)

Tutti sono invitati a fare il possibile per essere presenti a questi appuntamenti portando striscioni di circolo, lenzuola di MalAria, striscioni dei comitati.

COMUNICATO :

LEGAMBIENTE
COMITATI CONTRO L'AUTOSTRADA BRONI-MORTARA
COMITATO NO LOG-S

SVILUPPO SOSTENIBILE
PER IL NOSTRO TERRITORIO



LIBERTA' di MUOVERSI, ma anche di RESPIRARE ARIA PULITA con una MOBILITA' MIGLIORE per i PENDOLARI e per TUTTI

GIOVEDì 12-2-2009 in Provincia di Pavia presidi alle rotonde di
RESSANA BOTTARONE e TORREVECCHIA PIA

Giovedì in tutta la Lombardia ci saranno mobilitazioni contro le opere inutili e dannose che sono uno spreco di soldi e di suolo e non migliuorano la vita dei cittadini nella nostra Regione.
La Provincia di Pavia, un territorio ancora bello e vivibile, è in pericolo. Le aree agricole sono viste come spazio vuoto da riempire con speculazioni, impianti inquinanti, una crescita continua di capannoni (diversi vuoti) e cemento, con un'autostrada a completare l'opera. Noi ci battiamo contro questa idea di sviluppo che in poco tempo ci ridurrà a triste periferia dell'area milanese.
Le strade della Provincia di Pavia sono sempre più inadeguate e meno sicure perché carenti di interventi e manutenzione (frane, buche, allagamenti, mancanza di segnaletica sia orizzontale che verticale) e a fronte di tutto ciò cosa ci propongono? Un'autostrada Broni-Mortara che oltre a distruggere il delicato ecosistema della Lomellina e a portarci traffico di passaggio da altre regioni e quindi inquinamento, avrà un pedaggio pari al triplo delle attuali tariffe, così ancora una volta chi può pagare andrà veloce, i pendolari rimarranno in coda e tutti avremo più inquinamento…..
Gli ambientalisti chiedono anche che si intensifichi il trasporto delle merci su ferrovia invece che su strada. Per questo, considerato che la nostra Provincia vede la presenza di grandi nodi ferroviari, Pavia, Voghera, Mortara che collegano anche più Regioni, riteniamo positivi i poli logistici intermodali (scambio merci dalla strada alla ferrovia). Ma in provincia di Pavia di intermodalità se ne vede poca, in compenso nascono logistiche in mezzo ai campi, che SONO SOLO OPERAZIONI SPECULATIVE, creano poca occupazione e molto traffico.

Chiediamo la riqualificazione delle strade esistenti, il potenziamento del trasporto pubblico, in particolare della ferrovia, ed una pianificazione provinciale per avere più trasporto merci su ferro e meno su strada

NO ALLO SPRECO DI SOLDI E SUOLO PER AUTOSTRADE INUTILI


Legambiente circoli di Pavia, Voghera, Terre d'Acqua e il Colibrì con Comitati contro l'autostrada Broni-Mortara
Legambiente circoli di Siziano e Landriano con Comitato NO LOG-S

giovedì 5 febbraio 2009

LOGISTICA DI BRESSANA BOTTARONE


LOGISTICA

Sul sito di Bressana è stata pubblicata la convocazione della conferenza dei servizi per la Logistica : si terrà in data 16 febbraio

Dalla Provincia Pavese di MERCOLEDÌ, 07 GENNAIO 2009

I nervi tesi sull’area logistica
Castelletto, il sindaco contro il distinguo-assunzioni
CASTELLETTO. «Assumono nei paesi che lo sostengono». Secca presa di posizione del Comune di Castelletto di Branduzzo riguardo all’arrivo di un polo logistico a Bressana Bottarone, a seguito del tavolo di concertazione tenutosi alcuni giorni fa presso gli uffici provinciali ed a cui hanno preso parte le amministrazioni dei paesi vicini, oltre ai rappresentanti della società Vip che ha avanzato la proposta. In particolare il sindaco Stefano Del Bo, che ha espresso la propria contrarietà al progetto, fa riferimento ad una lettera che la società promotrice di quest’iniziativa ha indirizzato al Comune di Bressana. «Nella lettera si conferma la volontà di favorire le assunzioni, a parità di condizioni, dei cittadini residenti nei Comuni che valuteranno positivamente la realizzazione dell’opera - spiega il primo cittadino di Castelletto di Branduzzo, Stefano Del Bo - In questo modo si formalizza un deciso e preoccupante cambio di rotta della società, in quanto preannuncia l’elargizione di sostegni occupazionali a favore dei Comuni consenzienti e promette discriminazioni non contro i sindaci contrari, bensì a svantaggio dei loro concittadini». Come ricorda lo stesso Del Bo, che era presente alla riunione, il documento in questione veniva letto pochi minuti prima che i sindaci potessero esprimere le proprie valutazioni, «quindi la frase cui mi riferisco veniva ad assumere un avvertimento chiaro ed inequivocabile: se i sindaci si opporranno saranno i diretti responsabili delle discriminazioni della società verso i loro concittadini quando questi chiederanno un lavoro. Mi domando se è normale che un sindaco, nel pieno svolgimento delle proprie funzioni di gestore del territorio, possa diventare vittima di una tale situazione; non vi era ragione alcuna di far ricadere la responsabilità di mancate assunzioni sugli amministratori comunali, se non per imporci il tentativo di barattare la nostra accondiscendenza. Ponendoci in pratica un ultimatum che ha come contropartita i posti di lavoro dei nostri concittadini». «Sempre che tutto ciò non abbia implicazioni di natura giuridica, oltre che morale, ritengo che quanto accaduto non possa passare sotto il silenzio. Solo il sindaco di Bressana Bottone Eddy Latella, al quale rinnovo la mia stima e gratitudine, ha espresso parole di auspicio affinché la società valuti le domande di lavoro secondo criteri più ragionevoli ed equi. Il rifiuto di un piano di sviluppo sbagliato per il territorio, di un progetto con tante contraddizioni che si vogliono occultare, deve diventare adesso anche rifiuto di un metodo di confronto».Simone Delù
LA SCHEDA
Capannoni e nuova viabilità Cosa prevede il maxi progettoBRESSANA. Il piano logistica presentato dal gruppo Vip, prevede la costruzione di capannoni prefabbricati destinati a magazzino con una superficie di pavimento complessiva di circa 103.786 metri quadrati. Di questi, soltanto 63mila metri quadrati comportano un cambiamento nella destinazione urbanistica dell’area, in quanto 40mila metri quadrati sono già edificabili secondo il vigente piano regolatore come area D2 Produttiva di espansione. La nota dell’azienda oltrepadana prosegue mettendo in luce come il progetto comprenda la costruzione di una rete viabilistica interna con rotatoria sulla strada provinciale 12 e prevede altre importanti opere viabilistiche di grande interesse per il traffico locale. Mentre, dal punto di vista ambientale e paesaggistico è prevista, secondo uno studio particolareggiato, la sistemazione a verde di gran parte delle aree scoperte ed un indice di superficie coperta inferiore rispetto ad altri insediamenti logistici regionali. Insomma secondo l’azienda un piano a misura di territorio dall’impatto contenuto.


Dalla Provincia Pavese di SABATO, 24 GENNAIO 2009


BRESSANA
"Logistica, ecco i falsi ambientalisti"
La recente intervista al sindaco di Castelletto, Stefano Del Bo, apparsa sulla Provincia Pavese ha riportato in primo piano la vicenda del progetto di logistica di Bressana Bottarone. Al Comune di Bressana sono già state consegnate oltre 3.000 firme contrarie. Tra le quali vi erano quelle della maggioranza degli elettori di Bressana. Malgrado questa chiara presa di posizione, una serie di Comuni (Bressana, Bastida, Casatisma, Rea e Verrua Po) hanno ritenuto - a differenza di altri (Castelletto, Cava, Pinarolo Po) - di esprimere parere favorevole al progetto in occasione della seduta di concertazione tenutasi presso la sede della Provincia il 21 dicembre. Questi Comuni hanno altresì deciso di avallare la decisione di non applicare la valutazione ambientale strategica, pur di fronte a un’opera che è oggettivamente destinata ad avere un impatto rilevante su viabilità e assetto territoriale. I mesi persi dal Comune di Bressana e dalla società proponente per applicare la procedura di esclusione della Valutazione Ambientale Strategica sarebbero stati sufficienti per fare l’esatto contrario, ovvero aprire a tutti la possibilità di partecipare all’analisi ambientale di questo programma di nuova destinazione urbanistica di una parte di territorio. Chi ha deciso di escludere la Vas dunque non l’ha fatto, come si vorrebbe fare credere, per accelerare i tempi dell’approvazione. L’obiettivo è invece quello di evitare un passaggio che avrebbe messo a nudo tutte le contraddizioni e le incompatibilità di questo progetto. A dimostrazione del fatto che a parole i sostenitori del progetto dicono di tutelare l’ambiente, ma nei fatti si muovono in direzione opposta.

Coordinamento Comitati e Associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara via e-mail

mercoledì 17 dicembre 2008

La corte dei conti fa le pulci a Infrastrutture Lombarde: poca trasparenza e costi non documentati



Che l'azione di Infrastrutture Lombarde SpA costerà cara al territorio lombardo lo sosteniamo dal giorno in cui è nato questo blog. Che la premiata ditta avesse un approccio "non convenzionale" e "creativo" ai procedimenti, pure Basta pensare al capolavoro della "valutazione ambientale sintetica".
Oggi scopriamo, grazie al rapporto della Corte dei Conti, che nemmeno l'amministrazione regionale sa bene quello che fa Infrastrutture Lombarde e che è necessario un "costante monitoraggio della spesa relativa all'azione di IL SpA".

Formigoni, interpellato, si difende in sanscrito: "a fronte dei positivi risultati operativi e realizzativi ottenuti e ben riscontrati dalle valutazioni della Corte, si sta gia' operando per impostare una rendicontazione de costi sostenuti che si basi sulla verifica delle spese effettivamente sostenute a fronte di una budgetizzazione preliminare validata".


(ANSA) - MILANO, 15 DIC - ''Non pare del tutto adeguata l'attuale impostazione delle convenzioni tra Regione Lombardia e il soggetto operativo Infrastrutture Lombarde Spa per la realizzazione delle opere relative alla mobilita'''. Lo afferma la Corte dei Conti della Lombardia nella sua relazione annuale sul settore delle infrastrutture. Un miglioramento del sistema del passaggio delle informazioni tra Regione Lombardia e la societa' interamente partecipata ''potrebbe costituire un utile momento di verifica - prosegue la relazione della Corte dei Conti - sia dell'adempimento degli obblighi dedotti in convenzione sia del permanere dell' accordo dell'affidamento a societa' 'in house' come modalita' di realizzazione prescelta''. Secondo i magistrati, ''si rende inoltre necessario un costante monitoraggio della spesa relativa all'azione di Infrastrutture Lombarde Spa per le funzioni di concedente (lo stesso rilievo puo' valere in relazione al ruolo di stazione appaltante, di progettazione e di direzione lavori) per conto della Regione Lombardia in rapporto alle risorse umane, strumentali e finanziarie impiegate dalla societa' operativa''. La Corte dei Conti regionale cita ''in proposito la diversa articolazione delle prestazioni dedotte nella convenzione relativa alle costruzioni di due diverse autostrade (la Broni-Stradella-Pavia-Mortara e la Cremona-Mantova) che, pur tendendo conto delle peculiari caratteristiche delle due infrastrutture, desta alcune perplessita'''. ''Per quanto riguarda la valutazione dell'operato della societa' 'in house' Infrastrutture Lombarde Spa - ha affermato nel suo intervento di fronte alla Corte dei Conti regionale il presidente lombardo Roberto Formigoni - a fronte dei positivi risultati operativi e realizzativi ottenuti e ben riscontrati dalle valutazioni della Corte, si sta gia' operando per impostare una rendicontazione de costi sostenuti che si basi sulla verifica delle spese effettivamente sostenute a fronte di una budgetizzazione preliminare validata''. Sempre nel campo delle infrastrutture, il presidente della Lombardia aggiunge che ''e' condivisa l'importanza di un costante dialogo collaborativo tra i diversi livelli di governo del territorio. La sottoscrizione dell'Intesa istituzionale di programma e dell'Intesa generale quadro tra la Lombardia e lo Stato va esattamente in questa direzione, ma tale collaborazione potra' essere efficace solo se tali accordi verranno rispettati in modo piu' puntuale di quanto fino a oggi e' accaduto, soprattutto per la mancanza di risorse finanziarie statali o allungamenti di tempi procedurali dei vari organismi ministeriali'', conclude Formigoni. (ANSA)

Foto: Panorama.it

giovedì 10 luglio 2008

Il presidente Poma, la VAS, la VIA, i sindaci e quelli che fingono di non capire.


Dalla Provincia Pavese del 28 Giu 2008

Autostrada, Poma frena i sindaci
«Fingono di non capire, la Vas si farà sul definitivo»

PAVIA. Cinquanta consiglieri comunali gli rimproverano di non aver mantenuto la promessa della Vas (Valutazione ambientale strategica) sul progetto di autostrada Broni-Pavia-Mortara. Vittorio Poma non ci sta a e rimanda le accuse al mittente: «Non c´è peggior sordo di chi non vuol sentire - sottolinea -. Non solo la Provincia ha mantenuto i suoi impegni, ma ha fatto di più. Invece qualcuno preferisce fare guerra di terminologia dei nomi». Poma mercoledì scorso ha incontrato insieme a Infrastrutture Lombarde i Comuni interessati all´autostrada. Il tema autostrada surriscalda gli animi. Pure quello del presidente della Provincia. «Alla Conferenza dei servizi sul progetto preliminare, Provincia e Regione avevano segnalato che la Vas non si applica ai progetti ma solo ai piani e ai programmi: così prevede la direttiva comunitaria 42/2001 - spiega Poma -. Una vas sul preliminare non ha significato perchè il livello di dettaglio è tale da non renderla praticabile. Ha invece senso sul definitivo perchè il dettaglio tecnico consente di verificarne l´impatto sull´ambiente. Quando abbiamo cercato di spiegarlo qualcuno ha fatto finta di non capire». «Anzichè disquisire sulla questione terminologica sarebbe meglio prendere atto che lo studio di Infrastrutture Lombarde ha permesso di fare passi significativi che consentono di anticipare la progettazione definitiva - prosegue Poma -. Tant´è che la segreteria tecnica ha elaborato un documento indicando ciò che dovrà fare il concessionario proprio sul definitivo. Nell´incontro di mercoledì abbiamo raccolto una serie di osservazioni: diversi Comuni hanno detto di andare avanti, mentre altri, come Pavia e Cava Manara, hanno sottolineato aspetti su cui bisognerà tornare nella fase definitiva». Il presidente della Provincia insiste: «Oggi possediamo un documento tecnico-scientifico che ci consente di avere elementi di valutazione ulteriori rispetto anche a poco tempo fa. Lo studio di Infrastrutture Lombarde dice che ci sono alcuni problemi da risolvere: il completamento con la A26, impegno che va formalizzato con la regione Piemonte; alcuni aspetti legati alle compensazioni ambientali, e a tale proposito la segreteria tecnica si offre come interlocutore; la preoccupazione legata al consumo di suolo delle aree attorno al tracciato dell´autostrada. Occorre un piano d´area: chiameremo i Comuni ad un tavolo perchè si impegnino a rispettare alcune regole di gestione del territorio». (d. z.)



NOSTRA RISPOSTA :


Il presidente Poma, la VAS, la VIA, i sindaci e quelli che fingono di non capire.


Il presidente Poma ha rilasciato alla Provincia di oggi un’intervista sulla Broni-Pavia-Mortara in cui per l’ennesima volta sembra si giochi a confondere chi legge – sicuramente i lettori comuni, ma anche molti sindaci che non hanno molta esperienza in procedure ambientali. L’intervista di Poma arriva a conclusione di un periodo di dichiarazioni più o meno ufficiali di sindaci e consiglieri sulla mancata VAS (valutazione ambientale strategica). E’ molto facile confondere le acque su una questione come la VAS. Tuttavia non è difficile – purché lo si voglia - chiarire cosa è successo e cosa doveva succedere.

1) non è vero che la VAS va fatta sul progetto definitivo. Il presidente Poma (si) confonde con la VIA. E’ incredibile che dopo due anni al minimo in cui parliamo di questi problemi si confondano ancora due procedure così diverse. Non è una questione terminologica: la VAS è una valutazione che deve essere fatta all’inizio del processo decisionale di un’opera per deciderne la strategicità, cioè l’utilità, e la VIA (valutazione di impatto ambientale) viene invece realizzata ovviamente sul progetto definitivo per valutare e ammortizzare oppure dichiarare insostenibile l’impatto del progetto finale. E’ inammissibile che non ci sia chiarezza su questo punto.

2) La VAS va fatta talmente all’inizio che l’ordinamento italiano - che l’ha recepita da quello europeo - dice che va fatta su “piani e programmi” che comprendono l’opera in questione. Questa è la contraddizione che il lettore attento avrà trovato nell’intervista a Poma. Prima il presidente dice che la VAS sul progetto non deve essere fatta appunto perchè va fatta su piani e programmi, poi però dice che va fatta sul progetto definitivo. Ciò deriva, come già sottolineato, dal fatto che Poma confonde VAS e VIA. Conclusione: perché si continua a parlare di VAS se non va veramente fatta sul progetto? Perché il progetto è nato in mancanza di un piano che lo comprenda. Quindi non è stata realizzata una VAS sul “contenitore” di questo progetto perché manca la pianificazione! A livello europeo c’è già un precedente analogo: i lavori per un’autostrada in Polonia sono stati bloccati dalla Commissione Europea per mancanza di VAS. La Broni-Pavia-Mortara non fa parte di nessun piano o programma su cui sia stata fatta una VAS.


3) C’è un terzo elemento molto importante. Poma ogni tanto dimentica che c’è stata una conferenza di servizi il 7 febbraio 2007. In quell’occasione, a fine seduta, alcuni amministratori locali tra cui sicuramente rappresentanti di Pavia, Cava Manara e San Martino Siccomario (e altri) hanno chiesto e ottenuto dal presidente Poma l’impegno a realizzare una VAS sul progetto di autostrada. Poma e l’ing. Rognoni (Infrastrutture Lombarde) avevano accolto la proposta, infatti la Provincia Pavese del 8/2/07, a pag. 15 riporta la seguente dichiarazione: “«Nei prossimi nove mesi procederemo con la VAS (Valutazione ambientale strategica), l’esito della quale sarà determinante per la realizzazione della gara», ha assicurato Rognoni”. Alcuni comuni, tra cui Pavia, hanno subordinato il loro assenso a quell’impegno. La procedura di VAS andava aperta immediatamente, era già abbastanza tardi. Invece si è aperto un indegno balletto in cui invece di una vera VAS Infrastrutture Lombarde proponeva una Valutazione Ambientale Sintetica - che non è prevista da nessun diritto perché l’hanno inventata loro - anch’essa poi soppiantata ancor più indegnamente da questo studio, che non ha nulla a che vedere con la VAS.


Caro Presidente, questa non è una faccenda di “termini”, ma di parola data, di rispetto degli impegni verbalizzati un anno e mezzo fa, di rapporto con le comunità locali, di legge comunitaria, di capacità di pianificazione e di rispetto della qualità della vita, di responsabilità sul destino di una provincia, la nostra.
Le ragioni per cui ci battiamo affinché ciò che è stato da voi deciso venga rispettato non dovrebbero avere bisogno di essere chiarite. Dovrebbe essere però anzitutto compito di chi richiede e ottiene un impegno battersi per farlo rispettare, non per opportunità politiche, per gioco delle tifoserie, di cui noi e la stragrande maggioranza dei cittadini, siamo esausti. Se la politica è questa, il tempo della sua fine è più vicino di quanto si pensi. Spiace che non ve ne rendiate conto.

venerdì 4 luglio 2008