mercoledì 28 maggio 2008

"Più capannoni lungo le autostrade" diventa legge in Lombardia


L'enorme potenza di fuoco legislativo della Regione Lombardia colpisce ancora, dopo l'ammazzaparchi (momentaneamente ritirato ma già pronto a ricomparire nell'ambito della revisione della legge quadro sui parchi), ci si mantiene in allenamento approvando una "leggina" che in sintesi dice:
- Pratiche veloci per le infrastrutture (hop-hop-hop via tutta quella carta e quelle lungaggini...)
- Mano libera ai privati che hanno partecipato alla realizzazione dell'opera: 20 anni di concessione non bastano? Bene, che gli scatoloni (logistiche, centri commerciali, cinema a 48 sale e via scatolonando) sorgano fino al sospirato pareggio.

Sado-masochismo territoriale e buoni sentimenti federalisti si mescolano nei commenti del post-voto.
L'assessore regionale Raffaele Cattaneo gioca con le parole e con la nostra intelligenza sostenendo che si tratta di "federalismo territoriale". Come se non fosse possibile un modello federalista che abbia a cuore la tutela del territorio invece del suo consumo indiscriminato.

Grazie a
HelpConsumatori da cui è tratta la cronaca che segue.

IL Consiglio Regionale lombardo ha approvato in data 18-05-08 la nuova Legge Obiettivo numero 226 in materia di infrastrutture. Il voto - rinviato nella seduta precedente per mancanza del numero legale - è stato espresso in maniera favorevole dalla maggioranza, con l'astensione del Pd e il parere contrario del resto dell'opposizione (Sd e Prc). La legge intenderebbe velocizzare la realizzazione di infrastrutture strategiche varie o ferroviarie di interesse nazionale per le quali è già stato riconosciuto il "concorrente' interesse nazionale e regionale". Scopo dichiarato del provvedimento è la riduzione delle procedure introducendo la regionalizzazione dell'istruttoria e assegnando alla Regione tutti quelli strumenti utili per superare l'eventuale inerzia degli organi statali.

In sintesi, qualora non si raggiungessero le intese per regolare ruoli, competenze e tempi, la Regione potrà intervenire con propri provvedimenti per evitare che eventuali lentezze da parte degli organi statali competenti possano frenare la realizzazione delle infrastrutture. Con l'approvazione di questa norma è possibile inserire all'interno della concessione per la costruzione di nuove strade e autostrade anche la possibilità di realizzare insediamenti e strutture di vario genere nelle aree vicine al tracciato. Il provvedimento prevede anche l'avocazione alla Regione di una serie di prerogative decisionali e autorizzative finora in capo al Governo nazionale. Delle nuove norme potranno beneficiare opere come la Pedemontana, la Brebemi e la Tem, oltre alle tratte ferroviarie Arcisate-Stabio, la connessione Malpensa-Ferrovie Sempione, la Chiasso-Monza e la Gallarate-Rho.

"Oltre all'aspetto contraddittorio nei confronti delle competenze governative - afferma Pietro Mezzi, assessore al Territorio e Parchi della Provincia di Milano - va lanciato un vero e proprio allarme per lo stravolgimento del territorio che questa norma comporta. Da oggi, infatti, sarà possibile intasare per una larga fascia i nuovi tracciati con insediamenti indiscriminati, al solo scopo di permettere al concessionario di ripagarsi l'opera in assenza di un ritorno economico dai pedaggi. Bisogna porsi l'obiettivo di ricostruire il paesaggio attorno al tracciato di una nuova autostrada, e cercare di contestualizzarla, non costruirle intorno capannoni e centri commerciali stravolgendo il territorio. In questo modo - continua l'assessore Mezzi - si produce un impoverimento complessivo dell'ambiente e ci allontaniamo dalla positive esperienze realizzate in molti Paesi esteri, dove si cerca di ridare fisionomia e qualità al paesaggio attorno ai grandi tracciati". Diversa la posizione della maggioranza regionale, secondo cui "la via del federalismo deve passare anche per autostrade e ferrovie", come ha dichiarato l'assessore alle Infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che usa proprio il termine di ''federalismo infrastrutturale'' per descrivere la legge appena approvata. "La speranza, adesso, è che la legge non venga impugnata dal governo - ha continuato Cattaneo - non mi sorprenderebbe se dei funzionari ministeriali proponessero il ricorso perché la nostra legge è innovativa, ma su questo misureremo la politica''.

Sulla legge, ha ricordato il presidente della commissione Territorio del Consiglio regionale Marcello Raimondi, c'è già stato un confronto con i ministri del passato Consiglio. ''Per questo siamo sereni sul fatto che al governo non interessi fare ricorso, tanto più che l'attuale maggioranza parlamentare ha un orientamento federalista. Il ricorso sarebbe un un autentico controsenso''. Comunque, il Consiglio ha approvato anche un ordine del giorno per chiedere al governo di approvare una legge speculare a quella della Lombardia, che dia alle Regioni la possibilità, nel caso di infrastrutture concorrenti, di fissare discipline istruttorie più snelle e veloci.
''Quello che facciamo è prenderci tutti gli spazi di federalismo che ci consente la Costituzione'' ha aggiunto Cattaneo spiegando che l'effetto della Lgge obiettivo regionale "sarà quello di tagliare i tempi e abbassare i costi". Diversa la visione dell'opposizione di sinistra, secondo cui la legge lombarda stravolgerà in maniera irresponsabile il territorio.

"E' una legge miope e irresponsabile, poiché assume come bussola e ratio suprema la fretta di fare le grandi opere autostradali, come Pedemontana, Brebemi e Tem, senza porsi troppi problemi sul come operare e sul conseguente impatto ambientale e territoriale", afferma in una dichiarazione Luciano Muhlbauer, consigliere regionale lombardo del Prc. "La nuova legge, infatti - sottolinea Muhlbauer - non prevede soltanto un potere sostitutivo da parte del Governo regionale rispetto a quello nazionale in caso di ritardi procedurali, ma inserisce con l'articolo 10 una sorta di maxi-deroga agli strumenti urbanistici e paesistici, laddove stabilisce che le concessioni per le infrastrutture, approvate dal Presidente della Regione, possono comprendere anche l'autorizzazione per l'edificazione delle aree limitrofe. E come se non bastasse, la definizione di cosa e dove esattamente si può costruire, è talmente ambigua e generica, che praticamente tutto diventa possibile. E l'unico vero criterio per tali interventi diventa così che i margini operativi di gestione possano contribuire all'abbattimento del costo dell'esposizione finanziaria dell'infrastruttura". La preoccupazione della sinistra che ha votato contro - mentre il Pd si è semplicemente astenuto - è che questa norma sia anticostituzionale. "Pur guardando con favore alla partecipazione di privati per la costruzione delle opere infrastrutturali - ha rimarcato il vicepresidente del Consiglio Marco Cipriano (Sd) - credo che questi soggetti dovrebbero investire non per un tornaconto diretto ma attraverso i benefici indiretti sulla attività economica". Una delle questioni più discusse, infatti, riguarda l'articolo che prevede la possibilità che le concessioni riguardino non solo i tracciati ma anche le zone a loro vicine per "ottenere maggiori introiti".

Contro questo punto diverse associazioni - fra cui Italia Nostra e Rete Lilliput - hanno iniziato una raccolta firme e proposto un emendamento per cancellare la norma, presentato in primis dal consigliere del Prc Muhlbauer. "Poiché sono noti e significativi i problemi finanziari che comportano le faraoniche opere autostradali - ha spiegato Muhlbauer - Regione Lombardia non trova di meglio che offrire come una preda il territorio più o meno adiacente al tracciato delle autostrade". Ha parlato invece di un "miglioramento" il consigliere dell'Udc Gianmarco Quadrini, mentre Stefano Tosi del Pd ha spiegato la scelta astensionista come una "perplessità su alcuni strumenti e alcune incongruenze con la legge urbanistica, anche se è una misura importante perchè va nella direzione di ridurre i tempi delle procedure di progettazione e realizzazione delle infrastrutture decisive per il territorio, oggi oggettivamente troppo lunghe e farraginose e perché può avere un impatto positivo sulle politiche di sviluppo".

martedì 15 aprile 2008

LOGISTICA DI BRESSANA : PROGETTO DA RITIRARE!!

E' stata nuovamente convocata per il 24 Aprile p.v. la Conferenza dei Servizi che deciderà in merito al progetto di LOGISTICA VIP SpA previsto a Bressana Bottarone.

Contro questo progetto Associazioni e Comitati hanno già raccolto 3000 firme, di cui 1.414 a Bressana, ovvero più del 50% degli elettori che di solito votano in questo Comune.La petizione era rivolta sia contro la logistica, sia contro la possibile estensione del progetto a interporto. Chi vuole realizzare la logistica di Bressana (su una superficie di 300.000 m2) possiede ( nella medesima area ) altri terreni per 350.000 m2 circa. E' dunque evidente che a Bressana può prendere corpo un impianto per la movimentazione di merci enorme che si va a sommare a quanto già esiste e che produrrà una mega-cementificazione in grado di cambiare la fisionomia di un intero comprensorio, in un'area critica dal punto di vista della viabilità. Ci appelliamo agli Amministratori chiamati a decidere affinché esprimano il loro parere contrario a questo progetto, prendendo atto della volontà espressa dalla Cittadinanza. Coordinamento dei comitati e delle associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara

La raccolta firme continua...

Se vuoi contribuire e dire la tua, puoi aderire alla raccolta firme avviata in collaborazione con l'associazione “La Rondine” , inserendo il tuo nominativo sul sito
www.piccolaterra.it


Per approfondire:

- perchè diciamo NO : http://www.piccolaterra.it/logistica.htm

- il testo della petizione : http://www.officina-online.com/customer/rondine/booking.php

LOGISTICA DI BRESSANA: PROGETTO DA RITIRARE


In questi giorni si è tornati a parlare di una nuova piattaforma logistica da realizzare a Bressana Bottarone; la vicenda nei mesi scorsi si è intrecciata con quella dell’interporto, inizialmente previsto a Voghera, che è punto di incrocio fra due autostrade e due tra le principali linee ferroviarie del nord. Sulla scelta di Voghera l’accordo era generale, ma il progetto falli’.
La VIP SpA, una delle aziende che partecipava alla cordata che avrebbe voluto fare l’interporto a Voghera, di comune accordo con l’Amministrazione Provinciale di Pavia propose una sede alternativa: un’area a confine fra Bottarone, Bastida Pancarana e Castelletto di Branduzzo. Motivo? La vicinanza della linea ferroviaria Milano Genova e il fatto di possedere terreni comprati a prezzi favorevoli: si tratta infatti di terreni in gran parte attualmente a uso agricolo.
Parallelamente all’idea dell’interporto, previsto a moduli su di una superficie iniziale di 650.000 m2 e su un’area complessiva di 1.500.000 m2, venne portato avanti il progetto di una logistica da 300.000 m2. Le aree della logistica e dell’inteporto coincidono, ragion per cui apparve evidente come la logistica potesse essere la prima “fetta” di qualcosa di più grande.
Oggi tutti concordano sul fatto che fare l’interporto non è opportuno per ragioni di viabilità, anche se va detto che non esiste un atto formale che sancisca l’abbandono di questo progetto. Vi è poi chi, come il Comune di Bressana, insiste comunque per realizzare da subito la logistica.
NOI NON SIAMO D’ACCORDO. A Bressana l’azienda che intende realizzare la logistica possiede complessivamente oltre 600.000 m2. E’ dunque evidente che - interporto o non interporto - a Bressana può prendere corpo, con l’approvazione della piattaforma logistica, un’area di movimentazione merci enorme, in un comprensorio che è già ad alta densità di logistiche e soffre di una viabilità precaria.
Contro la logistica abbiamo raccolto 3.000 firme, a Bressana più di 1400, oltre la metà di chi vota. Ci attendiamo che tale opinione venga rispettata e il progetto sia ritirato.

Chiediamo ai Cittadini di scrivere ai Sindaci per chiedere loro questo impegno.

martedì 8 aprile 2008

LOGISTICA ALLA RIBALTA



Dalla Provincia Pavese del 6 Aprile

Logistica a Bressana, coro di no
Il progetto bocciato da minoranza e ambientalisti


BRESSANA. Sorpreso da quello che il capogruppo di minoranza Umberto Montagna definisce il «colpo di mano» del sindaco Latella, il fronte del no al polo logistico di Bressana riordina le fila in vista della conferenza dei servizi fissata per il 24 aprile, e non perde tempo nel ribadire la ferma opposizione al progetto. Lo stesso Latella, dal canto suo, precisa che la convocazione era un «atto dovuto», a quasi due anni dalla richiesta depositata in municipio dal gruppo industriale Vip che fa capo alla famiglia Montini. Sussurri e indiscrezioni riferiscono che Latella avrebbe manifestato più volte, anche in’occasione di un recente incontro in municipio con i lavoratori di una cooperativa di servizi, la volontà di dare seguito al progetto di logistica. Ma il sindaco smentisce: «La verità - spiega - è che ci presenteremo all’appuntamento del 24 senza posizioni preconcette, ma con la voglia di ascoltare e capire come la pensano gli altri, in particolare i comuni confinanti con noi. L’unico paletto - chiarisce Latella - riguarda l’interporto: ad oggi non ci sono le condizioni per realizzarlo». L’interporto resta, però, un fantasma che agita i sonni. «Il sospetto che la logistica sia solo il primo passo verso un’area di interscambio molto più vasta c’è sempre - sottolinea Umberto Montagna - e continuerà ad esserci fino quando l’Amministrazione provinciale non avrà revocato la delibera con la quale, nel maggio 2006, aveva espresso un parere in linea di massima favorevole al villaggio merci. Perchè non sgombrare il campo da questo equivoco? Farlo, significherebbe restituire serenità al confronto, ferme restando le perplessità che nutriamo anche sulla logistica, un piano che richiederebbe interventi infrastrutturali ben più pesanti e complessi che due semplici rotatorie» (previste all’altezza di Bottarone e dell’incrocio fra l’ex statale 35 e la strada del Bassino). Ma al gruppo «Insieme» di minoranza non va giù neppure il metodo usato dal sindaco per indire la conferenza dei servizi, rimasta congelata dal luglio 2006. «A dicembre - incalza Montagna - Latella si era impegnato a comunicare in consiglio comunale eventuali novità sulla questione logistica-interporto, ma della convocazione abbiamo appreso dai giornali». In fermento anche il fronte ambientalista. Il coordinamento dei comitati contro l’autostrada Broni-Pavia-Mortara è pronto a dare di nuovo battaglia, dopo le tremila firme raccolte a Bressana e dintorni contro logistica e interporto. Fonti ad esso vicine sottolineano che la posizione di assoluta contrarietà ad entrambi i progetti non è mutata di una virgola rispetto al passato. Rimane pure il dubbio che la logistica sia solo il primo «boccone di un pasto ben più lauto». (r.lo.)



Dalla Provincia Pavese del 5 Aprile

Interporto, si torna a discutere


La mossa del sindaco di Bressana, tutti convocati
Ambientalisti e enti dibatteranno del piano che divide il paese
BRESSANA. Si torna a parlare in veste ufficiale del progetto di logistica ed interporto: il sindaco Eddy Latella, infatti, ha convocato per giovedì 24 aprile, alle ore 9.30 presso la sala consiliare di Bressana Bottarone, la conferenza dei servizi per esaminare l’intera pratica inerente a questo controverso progetto che, nei mesi scorsi, aveva fatto sollevare innumerevoli discussioni e polemiche. Al centro della conferenza dei servizi ci sarà, appunto, il piano per la realizzazione di insediamenti produttivi da destinarsi alla logistica nel Comune di Bressana Bottarone, secondo un’istanza che era stata presentata nel marzo 2006 presso lo sportello unico attività produttive di Broni da parte della società V.I.P. Spa. Davvero lungo e significativo l’elenco degli enti ed istituzioni cui il primo cittadino di Bressana Bottarone ha invitato la lettera di convocazione per questo snodo istituzionale: L’Asl di Pavia, Provincia servizio viabilità, Ferrovie dello Stato, Asm Voghera, studi tecnici, associazioni ambientaliste come La Rondine, Legambiente, Italia Nostra, WWF Oltrepo, sindacali come Cgil, Cisl, e Uil, oltre ai Comuni limitrofi di Cava Manara, Bastida Pancarana, Castelletto di Branduzzo, Casatisma, Robecco Pavese, Pinarolo Po, Rea. Il primo cittadino spiega i motivi di questa decisione che è stata oggetto di discussioni accesse soprattutto dal fronte di chi teme un pesante impatto ambientale e viabilistico. «Nonostante le leggi in materia non lo impongano, ho voluto allargare la convocazione alla conferenza dei servizi anche a tutte quelle associazioni e realtà territoriali che avevano manifestato interesse riguardo a questo argomento - commenta il sindaco Eddy Latella - Questo proprio per illustrare il progetto in ogni suo dettaglio e con la massima trasparenza». Nei mesi scorsi, riguardo a quest’iniziativa, si erano registrati i pareri favorevoli di Asl, Arpa, dalla dirigenza del settore faunistico naturalistico della Provincia di Pavia, nonché l’ok delle Ferrovie dello Stato sull’ipotesi di realizzazione di un raccordo ferroviario. Bisogna ricordare, come contrappunto sul caso, le raccolte firme allestite dai sodalizi che si oppongono al progetto. La prima conferenza dei servizi venne convocata dallo Cportello unico di Broni, che allora condivideva con Bressana Bottarone questo servizio, nel luglio 2006, ma successivamente venne sospesa.
Simone Delù

giovedì 27 marzo 2008

CONFRONTO PUBBLICO



MERCOLEDI’ 2 APRILE ORE 21.00

Sala S.Martino di Tours
Corso Garibaldi, 69
PAVIA
(di fronte Istituto Canossiane)

Confronto Pubblico

I Candidati alle elezioni politiche discutono di:

“Quale modello di sviluppo per la Provincia di Pavia?
Autostrada Broni Mortara e non solo.......”

La Cittadinanza è invitata
Coordinamento dei comitati e delle associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara

www.bronimortara.blogspot.com e-mail: bronimortara@yahoo.it

informazioni: cel.348-3634095 - 0382/1855670 - fax 0382/1850271

Aderiscono al Coordinamento :

Associazioni - gruppi
Italia Nostra , WWF , Legambiente , LIPU , Associazione la Rondine , Slow Food
Gli Amici di Beppe Grillo MeetUp di Pavia

Comitati
Comitato Agricoltori della Provincia di Pavia , Comitato di Alagna , Comitato di Barbianello , Comitato di Bressana Bottarone , Comitato di Cava Manara , Comitato di Dorno , Comitato di Gropello Cairoli , Comitato di Lungavilla , Comitato di Pavia , Comitato di Pinarolo Po , Comitato di S.Giuletta , Comitato di Sommo , Comitato di S.Martino , Comitato di Zinasco

mercoledì 19 marzo 2008

Autostrada, selezionate due imprese


Procede l'iter della gara, si è chiusa la prima selezione. Gavio dovrà vedersela con due raggruppamenti temporanei d'impresa guidati dalla spagnola Cintra Concesiones e dall'italiana Coopsette Soc. Coop.
Il tutto secondo uno schema molto poplare nel nostro paese: prima si fa la gara e poi si cerca di capire se l'opera è sostenibile.

Dalla Provincia Pavese del 19 marzo.



Esaurita la fase preliminare, i concorrenti faranno una nuova offerta


PAVIA. Si è conclusa da parte di Infrastrutture Lombarde Spa la prima fase della procedura di gara per l’affidamento della concessione dell’autostrada Broni-Pavia-Mortara. Questa prima fase di gara è finalizzata alla selezione dei due concorrenti che sono ammessi alla seconda fase della procedura. I due concorrenti dovranno presentare una nuova offerta migliorativa e confrontarsi con Sabrom Spa in quanto promotore dell’iniziativa.

Per la prima fase di gara la commissione ha selezionato, come concorrenti del promotore, la società spagnola Cintra Concesiones de infrastructuras de transporte S.A. (come capogruppo del Rti con le società C.M.C. Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna, Grandi Lavori Fincosit Spa, Ferrovial Agromal S.A. e Merloni Finanziaria SpA) e la società italiana Coopsette Soc. Coop. (come capogruppo del RTI con le società Autostrada del Brennero Spa, Impresa Pizzarotti & C. Spa, Profacta Spa).
Nelle prossime settimane Infrastrutture Lombarde, dopo l’esito favorevole delle verifiche finanziarie delle offerte presentate, indirà la seconda fase della procedura, finalizzata all’aggiudicazione della concessione autostradale. Ma non prima della conclusione con esito favorevole della Vas, che Infrastrutture Lombarde sta preparando con la Segreteria tecnica della Provincia di Pavia.
L’autostrada avrà uno sviluppo di 52 km e comporterà un investimento di oltre 900 milioni di euro.

sabato 8 marzo 2008

La LIPU (Lega Italiani Protezione Uccelli) aderisce al coordinamento no BroMo. Benvenuti!


Dal 7 marzo la LIPU ha deciso di aderire al Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro l'autostrada Broni Pavia Mortara.



Ecco il loro messaggio:

Da oltre quarant’anni la nostra Associazione è impegnata nella tutela del patrimonio naturale anche attraverso la partecipazione attiva a coordinamenti e comitati come quello da voi costituito e che da tempo si batte contro questa infrastruttura. Crediamo quindi di poter offrire il nostro contributo e le nostre competenze alle iniziative in corso e che verranno intraprese.


La missione della LIPU:


Conservare la natura partendo proprio dalla protezione degli uccelli e dei loro habitat, educare i giovani al rispetto del mondo in cui viviamo, sensibilizzare l'opinione pubblica su temi importanti come la tutela dell'ambiente e l'attenzione alla salute, questi sono i principali obiettivi definiti dallo Statuto dell'associazione.

I numeri della LIPU:

42.000 sostenitori,
100 Sezioni locali,
migliaia di Volontari,
una rete di 58 Oasi e Centri Recupero visitati ogni anno da più di 200.000 persone, fanno della LIPU la principale associazione italiana per la protezione degli uccelli.


Un caloroso benvenuto!

giovedì 6 marzo 2008

Mal'Aria: le proposte per una mobilità sostenibile



Ecco uno dei primi risultati della campagna Mal'Aria nel Cavese e nel Siccomario, due zone critiche nella cerchia di Pavia: una serie di proposte concrete messe a punto tra tecnici e cittadini.

L'ottima iniziativa porta molte firme:

Comitato di Tutela del territorio cavese, Comitato dei cittadini di SanMartino Siccomario, Comitato Bressana- Cascina Bella Comitato cittadini di Sommo, Greendoc Pinarolo Po, Comitato Agricoltori per la tutela del territorio, Comitato dei cittadini di Lungavilla, Medici Per l’Ambiente –Isde, Legambiente circolo di Pavia “il barcè”, Legambiente circolo dei Comuni di cintura “Terre d’Acqua”


Prime proposte per una mobilità più sostenibile nel cavese e nel siccomario
presentate all'incontro dei promotori di Mal'Aria con le Amministrazioni Comunali

Cosa intendiamo per mobilità sostenibile: sistema di mobilità in grado di conciliare il diritto dei cittadini alla mobilità con quello alla salute e quindi con la necessità di riduzione dell’inquinamento e delle altre esternalità negative dei trasporti.

Proposte:


- Potenziamento delle ferrovie e miglioramento degli standards di servizio, compresi quelli delle stazioni ferroviarie;

- Programma di conversione ed implementazione del parco mezzi pubblici con motori e combustibili a basso impatto ambientale. Quindi attivazione per ottenere finanziamenti (fondi statali e regionali) della riqualificazione del parco mezzi pubblici e degli standards di servizio;

- Deciso impegno per il superamento dei problemi burocratici nell’installazione dei filtri antiparticolato sui mezzi pubblici;

- Potenziamento del Trasporto Pubblico Locale (TPL) nei comuni di cintura attorno al capoluogo e dove possibile verso centri attrattori;

- Estensione sui mezzi pubblici della tariffa integrata (ora presente solo su alcune linee), compresa la possibilità dell’integrazione con le ferrovie e il sistema dei trasporti di Milano;

- Rete di parcheggi in corrispondenza delle principali fermate dei mezzi pubblici;

- Restrizione e regolamentazione della circolazione automobilistica e dei mezzi pesanti;

- Realizzazione parcheggi e gestione sosta;

- Progettazione ed implementazione della rete di piste ciclabili a livello provinciale per collegare e coordinare gli interventi a livello comunale; priorità al collegamento ciclabile San Martino Pavia e al completamento della ciclabile San Martino Carbonara;

- Zone a Traffico Limitato (ZTL) dove possibile, per rendere evidente che almeno in parte si può avere una mobilità diversa ed anche migliore;

- Dove necessario od opportuno, introdurre modalità d‘ingresso del traffico veicolare in zone ad alto inquinamento con provvedimenti come “Ecopass”; decisione di investire gli introiti dell’Ecopass in tutti i Comuni confinanti o comunque nell’area vasta per lo sviluppo del trasporto pubblico;

- Inserire nell’area critica della Provincia di Pavia i Comuni in cui l’inquinamento risulta preoccupante, come Cava Manara, Parona, Sannazzaro, Voghera, Vigevano ecc.; in questo modo parte del nostro territorio sarà anche beneficiario degli indispensabili finanziamenti in settori strategici come la mobilità, il trasporto pubblico, il risparmio energetico. Andrebbe poi effettuata una campagna di rilevamenti con centraline mobili pianificata in modo da avere un quadro aggiornato ed effettivo della situazione dei maggiori inquinanti, per poter impostare strategie adeguate e mirate;

- I Sindaci non facciano finta che il problema non interessi tutti i comuni, ma si rendano disponibili a informare i cittadini sui rischi per la salute dell’inquinamento dell’aria, a coordinarsi per attuare tutti insieme e su area vasta quelle minime misure di limitazione dell’uso dell’auto, vero e maggiore responsabile dell’inquinamento dell’aria nella nostra zona;

- Negli strumenti urbanistici a tutti i livelli è necessario, partendo dagli indirizzi di tutela del Piano Territoriale Paesistico Regionale, di recente rivisti, punti 2.2 (conurbazioni) e 2.3 (territori contermini alle reti infrastrutturali) evitare di ripetere gli errori del passato ed evitare l’edificazione lungo le arterie provinciali e comunali di maggior traffico. Per non far sì che gli interventi respinti da un comune vengano realizzati al suo confine, la norma deve essere oltre che condivisa, applicata;

- Molta attenzione va rivolta anche alle infrastrutture della mobilità stradale, dove prioritaria è una programmazione di investimenti per l’adeguamento, la riqualificazione e la messa in sicurezza dell’esistente in specialmodo della statale ex35 dei Giovi e la exstatale Cairoli. Per eventuali nuove realizzazioni, si ritiene necessario affrontare il problema di un adeguato collegamento tra l’Oltrepo ed il capoluogo provinciale, per dare una risposta al bisogno di spostamenti sud-nord che emerge dal territorio e per contribuire a costruire un sistema efficiente della viabilità principale esistente. Il progetto di autostrada Redavalle-Castello d’Agogna, che i promotori della campagna Mal’Aria osteggiano, da un lato non risponde a questa esigenza, dall’altro persegue un modello di sviluppo né sostenibile né condiviso. Ribadiamo, infatti, che prioritariamente occorre perseguire un’adeguata riqualificazione della viabilità individuata come principale, che razionalizzi e contribuisca a mettere in sicurezza la mobilità provinciale. Il Piano del Traffico e della Viabilità Extraurbana (PTVE) può rappresentare un’occasione importante di una pianificazione-programmazione della mobilità, che, se adeguatamente sorretto da investimenti, dal raccordo con la revisione del PTCP e con il Trasporto Pubblico Locale, potrebbe dare importanti risultati anche per il contenimento;

- Occorre anche che a fronte di nuovi interventi che comportano consumo di suolo, si cominci a provvedere con adeguate quote di compensazione preventiva di aree “naturali” per la rigenerazione ecologica;

- Infine chiediamo che venga istituito un “osservatorio” costituito da istituzioni, università, istituti di ricerca, soggetti pubblici e privati, associazioni ambientali, comitati di cittadini, per iniziare ad estendere la cultura di uno sviluppo sostenibile, che si occupi prioritariamente di monitorare il consumo di suolo ed i provvedimenti per l’inquinamento in modo da evidenziare valori, pratiche e azioni per un governo migliore del territorio, perseguendo un equilibrio tra sviluppo economico, promozione sociale e salvaguardia dell’ambiente, cioè la sostenibilità delle trasformazioni.

I promotori della campagna Mal’Aria nel cavese e nel siccomario

giovedì 28 febbraio 2008

Autostrada, via all'impatto ambientale. Un procedimento-farsa da inventare giorno per giorno

La notizia e i commenti del Coordinamento

Dalla Provincia Pavese di MERCOLEDÌ, 27 FEBBRAIO 2008


Autostrada, via all'impatto ambientale

Oggi l'incontro tra sindaci e segreteria tecnica sulla bozza di studio

PAVIA.


Un incontro tra sindaci e segreteria tecnica per illustrare lo studio di Infrastrutture lombarde sull'impatto ambientale che il progetto della futura autostrada Broni-Pavia-Mortara determinerà sul territorio. L'incontro si terrà oggi in Provincia su uno studio che è in avanzata fase di stesura (dovrebbe essere pronto a fine marzo) e che dovrebbe mettere in luce vantaggi e svantaggi, sotto l'aspetto paesaggistico, economico e sociale, relativi alla realizzazione dell'autostrada.
La segreteria tecnica ha il compito di fare osservazioni, anche di carattere preliminare e avanzare domande su aspetti concernenti il piano che non risultano ancora chiari. Anche i sindaci potranno partecipare ai chiarimenti fornendo indicazioni.
Nel gennaio scorso intanto sono state depositate le offerte da parte delle quattro società interessate alla gara che assegnerà la progettazione e realizzazione dell'autostrada regionale. Sono state rispettate le previsioni, nel senso che i quattro soggetti interessati a partecipare alla gara sono il gruppo Gavio, l'impresa Pizzarotti e le società spagnole "Cintra Merloni" e "Sacir". Il nome del vincitore dovrebbe essere reso noto entro il prossimo mese di aprile. «Una data ragionevole», aveva commentato Antonio Rognoni, direttore di Infrastrutture lombarde.
All'individuazione del concessionario seguiranno prima la progettazione definitiva e poi quella esecutiva: secondo le previsioni dovrebbero essere ultimate in 18 mesi. Poi si procederà agli espropri, che richiederanno altri 12 mesi di tempo. L'inizio dei lavori è previsto per la fine del 2009. Non si sa ancora dove aprirà il primo cantiere, toccherà alla progettazione definire i migliori criteri di cantierizzazione.
«Se un'infrastruttura è progettata bene non crea impatto per l'ambiente - aveva sottolineato Rognoni - Utilizzeremo tecniche di ingegneria per rendere quest'opera assolutamente eco-compatibile».




Le considerazioni dei comitati e delle associazioni

Autostrada Broni-Pavia-Mortara : propaganda e mistificazione

Le recenti dichiarazioni dell'Ing.Rognoni (Infrastrutture Lombarde) relative allo stato di avanzamento del progetto dell'autostrada regionale Broni-Pavia-Mortara confermano una volta ancora la volontà di dare atto a quella "politica degli annunci" tanto cara alla Regione Lombardia.

Da mesi si attende la presentazione del progetto di impianto per la produzione di bioetanolo la cui realizzazione era stata data imminente nell'estate scorsa con altisonanti proclami: annunci, rinvii, ancora annunci e rinvii, secondo un copione sperimentato che fa ricorso alla gran cassa della propaganda sulle cose che si faranno, quando le cose stesse sono ancora da progettare.

Ostentando una improbabile sicurezza, Infrastrutture Lombarde detta il ruolino di marcia della Broni-Pavia-Mortara : valutazione ambientale, progettazione definitiva, esecutiva, esproprio; il tutto in tempi certi e definiti.


Dimentica di dire, il rappresentante di Infrastrutture Lombarde, che sulla delibera relativa al progetto preliminare pendono quattro ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale presentati da privati cittadini, Comitati e Associazioni. Amnesia legittima, se immaginiamo di inquadrarla nel clima elettorale di propaganda che permea la vita pubblica di questo periodo, contaminando anche i settori della vita pubblica non immediatamente collegabili alla propaganda partitica.

Ciò che invece davvero non si può ritenere legittima è la perspicace insistenza con la quale Infrastrutture Lombarde cerca di mistificare il significato e il ruolo della fantomatica "valutazione ambientale" che sarebbe in atto e che coinvolge il tavolo tecnico costituito dalla Regione Lombardia.

Ricordiamo a Infrastrutture Lombarde e alla pubblica opinione che la conferenza dei servizi che approvò il progetto preliminare si concluse con un parere favorevole a maggioranza che era subordinato allo svolgimento di una VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA su proposta del Comune di Pavia. Oggi quella mozione APPROVATA all'unanimità dalla Conferenza dei servizi, CONTINUA A ESSERE CARTA STRACCIA.

In luogo di una valutazione ambientale strategica, procedura emanata dall'Unione Europea di recente introduzione che va applicata a piani, programmi e progetti coinvolgendo tutti i soggetti portatori di interessi che insistono sul territorio e che PREVEDE L'OBBLIGO DI ESAMINARE LE POSSIBILI ALTERNATIVE a un piano o a un progetto presentato, Infrastrutture Lombarde ha partorito una improbabile VALUTAZIONE AMBIENTALE SINTETICA


che non trova riscontro alcuno nella legislazione ambientale a livello europeo. Contro questa procedura che fa a brandelli le regole procedurali stabilite a livello comunitario, il Coordinamento dei Comitati ed Associazioni che si battono contro l'autostrada Broni-Pavia-Mortara continueranno la loro opposizione, confortate dall'appoggio che migliaia di persone hanno voluto offrire nel corso della attività svolta nei mesi scorsi.

Pavia, Febbraio 2008

Coordinamento dei comitati e delle associazioni contro la Broni-Pavia-Mortara



(in)Catena(ti) per i parchi della Lombardia

L'niziativa è di Saponaro e Civati.

Una catena di blog per i parchi: una catena leggera fatta di bit, di persone e di idee per chiedere di non approvare in Consiglio il prossimo 4 marzo la
norma che consente alla Regione di cancellare il parere dei parchi e spianare la strada a ogni nuova proposta di cementificazione nei loro territori.

Ci incateniamo volentieri. Il nostro aiku:


Il Parco del Ticino non
ha bisogno di autostrade,
digli di non costruirle.


Istruzioni per incatenarsi:

Ogni blog in catena(to) dovrà contenere:

1) un’invocazione, per esempio, “Roberto, a Roma vacci pure ma senza ammazzare i parchi prima

2) il tagsalva+parchi” (per chi li può inserire)

3) un link, quello alla petizione già lanciata dall’Associazione per il Parco Sud di Milano che già conta 3736 adesioni. Molte ma dovranno essere moltissime

4) e poi, infine, tutti gli anelli precedenti della catena: Pippo Civati, Marcello Saponaro, Leonardo Fiorentini, Lele Rozza, Carlo Monguzzi, Chiara Drago, Viva Monza più verde (Gianni Perego), Rino Pruiti, Dalmen, Pino Timpani, Sprechi Lombardi, Mario Agostinelli, Ecoprogetti, Verdi Treviglio, Alessandro Ronchi, PD Carate Brianza, Marco Lamperti, Sabrina Blog Space, Parchi Vimercatese, Valle della Nava, no! no! no! e no!, I giardini pensili hanno fatto il loro tempo, Frammenti di storia di una scuola, Rigeneriamoci, Yogasutra, Verdi Buccinasco, Buccinasco.net, Traffic Kills, Dinamo Pigrese, Michele Sacerdoti, Bressana nel 21° Secolo., Fabio Turel, Stefano Costa, Gigi Malerba, Uno e nessuno, Le foto di Marina, Solza e Isola bergamasca, Agorà di cloro, Roberto Rampi, http://www.sbarrax.it/freelabs/index.php/2008/02/27/meme-anti-attila/, Andthink, Raser, Andrea Gaiardelli, El Giramundo, Letizia Palmisano, Questo non è un titolo, Franco Gatti, … (47)