giovedì 10 luglio 2008

Il presidente Poma, la VAS, la VIA, i sindaci e quelli che fingono di non capire.


Dalla Provincia Pavese del 28 Giu 2008

Autostrada, Poma frena i sindaci
«Fingono di non capire, la Vas si farà sul definitivo»

PAVIA. Cinquanta consiglieri comunali gli rimproverano di non aver mantenuto la promessa della Vas (Valutazione ambientale strategica) sul progetto di autostrada Broni-Pavia-Mortara. Vittorio Poma non ci sta a e rimanda le accuse al mittente: «Non c´è peggior sordo di chi non vuol sentire - sottolinea -. Non solo la Provincia ha mantenuto i suoi impegni, ma ha fatto di più. Invece qualcuno preferisce fare guerra di terminologia dei nomi». Poma mercoledì scorso ha incontrato insieme a Infrastrutture Lombarde i Comuni interessati all´autostrada. Il tema autostrada surriscalda gli animi. Pure quello del presidente della Provincia. «Alla Conferenza dei servizi sul progetto preliminare, Provincia e Regione avevano segnalato che la Vas non si applica ai progetti ma solo ai piani e ai programmi: così prevede la direttiva comunitaria 42/2001 - spiega Poma -. Una vas sul preliminare non ha significato perchè il livello di dettaglio è tale da non renderla praticabile. Ha invece senso sul definitivo perchè il dettaglio tecnico consente di verificarne l´impatto sull´ambiente. Quando abbiamo cercato di spiegarlo qualcuno ha fatto finta di non capire». «Anzichè disquisire sulla questione terminologica sarebbe meglio prendere atto che lo studio di Infrastrutture Lombarde ha permesso di fare passi significativi che consentono di anticipare la progettazione definitiva - prosegue Poma -. Tant´è che la segreteria tecnica ha elaborato un documento indicando ciò che dovrà fare il concessionario proprio sul definitivo. Nell´incontro di mercoledì abbiamo raccolto una serie di osservazioni: diversi Comuni hanno detto di andare avanti, mentre altri, come Pavia e Cava Manara, hanno sottolineato aspetti su cui bisognerà tornare nella fase definitiva». Il presidente della Provincia insiste: «Oggi possediamo un documento tecnico-scientifico che ci consente di avere elementi di valutazione ulteriori rispetto anche a poco tempo fa. Lo studio di Infrastrutture Lombarde dice che ci sono alcuni problemi da risolvere: il completamento con la A26, impegno che va formalizzato con la regione Piemonte; alcuni aspetti legati alle compensazioni ambientali, e a tale proposito la segreteria tecnica si offre come interlocutore; la preoccupazione legata al consumo di suolo delle aree attorno al tracciato dell´autostrada. Occorre un piano d´area: chiameremo i Comuni ad un tavolo perchè si impegnino a rispettare alcune regole di gestione del territorio». (d. z.)



NOSTRA RISPOSTA :


Il presidente Poma, la VAS, la VIA, i sindaci e quelli che fingono di non capire.


Il presidente Poma ha rilasciato alla Provincia di oggi un’intervista sulla Broni-Pavia-Mortara in cui per l’ennesima volta sembra si giochi a confondere chi legge – sicuramente i lettori comuni, ma anche molti sindaci che non hanno molta esperienza in procedure ambientali. L’intervista di Poma arriva a conclusione di un periodo di dichiarazioni più o meno ufficiali di sindaci e consiglieri sulla mancata VAS (valutazione ambientale strategica). E’ molto facile confondere le acque su una questione come la VAS. Tuttavia non è difficile – purché lo si voglia - chiarire cosa è successo e cosa doveva succedere.

1) non è vero che la VAS va fatta sul progetto definitivo. Il presidente Poma (si) confonde con la VIA. E’ incredibile che dopo due anni al minimo in cui parliamo di questi problemi si confondano ancora due procedure così diverse. Non è una questione terminologica: la VAS è una valutazione che deve essere fatta all’inizio del processo decisionale di un’opera per deciderne la strategicità, cioè l’utilità, e la VIA (valutazione di impatto ambientale) viene invece realizzata ovviamente sul progetto definitivo per valutare e ammortizzare oppure dichiarare insostenibile l’impatto del progetto finale. E’ inammissibile che non ci sia chiarezza su questo punto.

2) La VAS va fatta talmente all’inizio che l’ordinamento italiano - che l’ha recepita da quello europeo - dice che va fatta su “piani e programmi” che comprendono l’opera in questione. Questa è la contraddizione che il lettore attento avrà trovato nell’intervista a Poma. Prima il presidente dice che la VAS sul progetto non deve essere fatta appunto perchè va fatta su piani e programmi, poi però dice che va fatta sul progetto definitivo. Ciò deriva, come già sottolineato, dal fatto che Poma confonde VAS e VIA. Conclusione: perché si continua a parlare di VAS se non va veramente fatta sul progetto? Perché il progetto è nato in mancanza di un piano che lo comprenda. Quindi non è stata realizzata una VAS sul “contenitore” di questo progetto perché manca la pianificazione! A livello europeo c’è già un precedente analogo: i lavori per un’autostrada in Polonia sono stati bloccati dalla Commissione Europea per mancanza di VAS. La Broni-Pavia-Mortara non fa parte di nessun piano o programma su cui sia stata fatta una VAS.


3) C’è un terzo elemento molto importante. Poma ogni tanto dimentica che c’è stata una conferenza di servizi il 7 febbraio 2007. In quell’occasione, a fine seduta, alcuni amministratori locali tra cui sicuramente rappresentanti di Pavia, Cava Manara e San Martino Siccomario (e altri) hanno chiesto e ottenuto dal presidente Poma l’impegno a realizzare una VAS sul progetto di autostrada. Poma e l’ing. Rognoni (Infrastrutture Lombarde) avevano accolto la proposta, infatti la Provincia Pavese del 8/2/07, a pag. 15 riporta la seguente dichiarazione: “«Nei prossimi nove mesi procederemo con la VAS (Valutazione ambientale strategica), l’esito della quale sarà determinante per la realizzazione della gara», ha assicurato Rognoni”. Alcuni comuni, tra cui Pavia, hanno subordinato il loro assenso a quell’impegno. La procedura di VAS andava aperta immediatamente, era già abbastanza tardi. Invece si è aperto un indegno balletto in cui invece di una vera VAS Infrastrutture Lombarde proponeva una Valutazione Ambientale Sintetica - che non è prevista da nessun diritto perché l’hanno inventata loro - anch’essa poi soppiantata ancor più indegnamente da questo studio, che non ha nulla a che vedere con la VAS.


Caro Presidente, questa non è una faccenda di “termini”, ma di parola data, di rispetto degli impegni verbalizzati un anno e mezzo fa, di rapporto con le comunità locali, di legge comunitaria, di capacità di pianificazione e di rispetto della qualità della vita, di responsabilità sul destino di una provincia, la nostra.
Le ragioni per cui ci battiamo affinché ciò che è stato da voi deciso venga rispettato non dovrebbero avere bisogno di essere chiarite. Dovrebbe essere però anzitutto compito di chi richiede e ottiene un impegno battersi per farlo rispettare, non per opportunità politiche, per gioco delle tifoserie, di cui noi e la stragrande maggioranza dei cittadini, siamo esausti. Se la politica è questa, il tempo della sua fine è più vicino di quanto si pensi. Spiace che non ve ne rendiate conto.